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invasione dal cosmo
di Vittorio Sordini

Nell’immaginario collettivo l’invasione della terra da parte di esseri provenienti da altre galassie dell’universo genera sentimenti a dir poco agghiaccianti. Se si affrontasse l’argomento con la dovuta lucidità e si immaginasse di intervistare uno degli invasori siamo certi che, dopo aver visitato la terra, gli invasori sicuramente rivedrebbero il loro piano e sollecitamente si allontanerebbero da questa gabbia di matti.

La terra è un luogo dove la memoria delle masse si dissolve nell’arco di pochi mesi e nessuno riesce a far tesoro delle esperienze anche negative già vissute.

Sulla terra ci sono Enti che si propongono di regolare i rapporti tra i popoli; nella maggioranza dei casi i rapporti da regolare tra i popoli sono di natura socio-economica, ma vengono affrontati come se si trattasse di rapporti di natura monetario-commerciale. Quando i rapporti tra i popoli sono di una natura diversa da quelle enunciate esiste la concreta possibilità che si passi tout court alle vie di fatto con vere e proprie carneficine: ancora non si è spento l’eco degli eventi dell’Ucraina.

Gli organismi internazionali che assurgono al ruolo di regolatori, indirizzatori, giudici e (per usare un linguaggio tanto alla moda quanto irritante) “ quant’altro” sono : l’OCSE, il FMI ,il G7/8/…..20. Al vertice di questi organismi si collocano spesso burocrati di formazione economico-monetaria che dispensano le loro ricette per risolvere i problemi di questo o quel Paese. Spesso i disastri sono inenarrabili ed i costi sociali di dimensioni bibliche.

Ma la memoria di questi fatti accaduti è talmente evanescente, che non si riesce a collegare la causa e l’effetto ed i colpevoli possono contare sull’oblio. Il FMI alla fine degli anni novanta costrinse l’Argentina a fare delle scelte di politica monetaria che la portarono rapidamente al fallimento. Il governo argentino assunse la determinazione di legare il valore del peso (moneta locale) al dollaro statunitense, garantendo in questo modo gli investitori stranieri da una possibile svalutazione del valore dei loro crediti vantati nei confronti del Paese del “Tango”. A metà del primo decennio del nuovo millennio alcuni Paesi europei erano sorvegliati speciali del FMI e dell’OCSE e a loro furono imposte cure da cavallo in relazione ai conti pubblici, perché, come era avvenuto in Argentina, questi Stati avevano legato il valore della loro valuta locale ad una nuova valuta, chiamiamola sintetica perché inventata, denominata euro. Peraltro un primo tentativo di testare una moneta comune europea naufragò miseramente negli anni 90 quando l’Italia , attaccata dalla speculazione, fu costretta ad uscire dallo SME (detto anche serpentone monetario) operando una potente svalutazione (ufficialmente 7%)della lira ed un prelievo forzoso in danno di tutti i depositi di liquidità esistenti in Italia. Tornando alla storia riguardante i Paesi “osservati speciali” è emerso che questi furono costretti ad evadere i controlli, e recentemente si è letto di situazioni riguardanti i bilanci addomesticati per tranquillizzare gli organismi che erano deputati al controllo. I Paesi economicamente deboli dell’ Unione Europea truccarono i conti nella convinzione che la moneta unica avrebbe poi prodotto tali vantaggi che avrebbero permesso di rimettere tutto al posto giusto. In effetti nei primi anni dell’euro le cose stavano andando per il verso giusto, specialmente quando il rapporto di cambio euro dollaro era decisamente in favore della moneta americana. Il cambio euro dollaro era in fatti a quei tempi 1 euro/0,70usadoll. Le deboli economie di alcuni Paesi europei riuscivano a sopportare la concorrenza estera denominata in dollari; la Germania godeva di un doppio vantaggio perché la sua vecchia moneta, il marco, sarebbe stata molto più forte e meno competitiva rispetto all’euro; figuriamoci nei confronti del dollaro. In seguito tutto è cambiato: l’euro si è velocemente apprezzato rispetto al dollaro e i Paesi deboli, compresa l’Italia, che in passato usavano risolvere le proprie inefficienze strutturali ricorrendo alla svalutazione della moneta riguadagnando così competitività sui mercati, hanno dovuto fare i conti con le problematiche di bilancio aggravate dall’assenza di una banca centrale con funzione di prestatore di ultima istanza. Se non esistesse il grave handicap della memoria corta e della capacità di organizzare le esperienze vissute, ci si sarebbe già accorti che quella persona che ha sbagliato già una volta partecipando a quelle attività che hanno fatto fallire l’Argentina, poi è tornata in azione nel caso della Grecia, del Portogallo e dell’Irlanda che con le loro debolezze hanno offerto il fianco ad un massiccio attacco della speculazione: tale situazione ha coinvolto Paesi talmente importanti da mettere a serio rischio la tenuta complessiva dell’Euro. In questi organismi OCSE, FMI e UEE solitamente hanno posizioni di responsabilità funzionari di formazione economico-monetaria e spesso sono le stesse persone che costruiscono le proprie carriere senza che nessuno le metta di fronte alle proprie responsabilità in ordine ai fatti accaduti.

Questi fatti hanno permesso a Paul Krugman di poter affermare “certe volte gli economisti che occupano cariche pubbliche danno cattivi consigli; altre volte danno pessimi consigli; altre ancora lavorano all’OCSE”. Ogni riferimento al nuovo ministro dell’economia italiano è sicuramente non casuale. Oggi i media sono impegnati a far digerire all’opinione pubblica che è necessaria una cura lacrime e sangue: tasse, patrimoniali e tagli lineari per la riduzione della spesa pubblica. Per il momento gli effetti sono sotto gli occhi di tutti con la disoccupazione giovanile oltre il 40% in Italia, con gli spagnoli che hanno perso la casa accampati con le tende nelle aree verdi delle città, i greci sulla soglia della disperazione, mentre i paesi a moneta forte che si sono avvantaggiati con l’euro , vorrebbero imporre attraverso le Istituzioni europee e mondiali, la così detta Troika, l’assoluta austerità. Un risultato fino a questo momento è stato raggiunto: partiti e movimenti anti euro si stanno organizzando, si rilevano episodi di Web-squadrismo che addirittura riescono a raggiungere dimensioni numeriche tali da entrare a pieno titolo nelle Istituzioni. Chi è nato e cresciuto a pane ed Europa ed ha tifato sempre in favore dell’unione fin dal raggiungimento dei primi risultati (CECA- Comunità Europea Carbone e Acciaio) oggi guarda con le lacrime agli occhi questi risultati.

articolo pubblicato il: 26/02/2014 ultima modifica: 08/03/2014

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