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teatro
"Prigioniero della seconda strada"

al Teatro Sala Umberto di Roma


dal 25 febbraio al 16 marzo 2014 La Contrada Teatro stabile di Trieste presenta Maurizio Casagrande Tosca D’Aquino

Prigioniero della seconda strada

di Neil Simon con Barbara Folchitto e Adriano Giraldi e con Paola Bonesi e Marzia Postogna scene Alessandro Chiti costumi Alessandra Ricci musiche Massimiliano Forza arrangiamenti Fabio Valdemarin adattamento e regia di Giovanni Anfuso

Prigioniero della seconda strada è di sorpren¬dente attualità ed ha per oggetto una piccola famiglia aggredita dalla crisi economica. Lui il marito, è un piccolo uomo onesto; lei la moglie, una donna coraggiosa che sa volare alto, come solo le donne sanno fare. La pièce prende il via in una serata estiva, tre¬mendamente calda, a New York. Sul divano di casa sua, sulla Seconda Strada, Mel non riesce a dormire a causa di una serie di irresistibili ed esilaranti nevrosi scaturite dal troppo caldo fuori e dal troppo freddo dentro, da un con¬dizionatore rotto e perennemente fermo a 4°, dallo sciacquone difettoso del gabinetto, da vicine rumorose e decisamente libertine, da cani che abbaiano e da vicini che si lamentano proprio del suo lamentarsi. A fare da contraltare al protagonista, l’affettuosa moglie Edna che, cercando di carpire al marito la causa vera di tanta insoddisfazione, tenta di tranquillizzarlo, in qualche modo, visto che il lavoro, ormai, non lo affascina più. Non può affascinare un lavoro che non c’è! Infatti Mel, da 22 anni dirigente di un’azienda, adesso in piena crisi economica, è stato licen¬ziato in tronco; ma per vergogna tiene all’oscuro la moglie, trincerandosi dietro nevrosi, gastriti e quant’altro. Questo almeno, finché i ladri non gli svaligia¬no la casa e lui si trova costretto a svelare, alla moglie, la verità. Senza soldi, senza vestiti, senza alcolici, senza farmaci, in un crescendo tragicomico gli arriva anche una secchiata d’acqua da un condomino stanco di sentirlo brontolare. Così, al povero Mel, non resta altro che approda¬re alle cure di un terapista sui generis, a corona¬mento delle quali incontra i componenti della famiglia, chiamati dalla moglie per aiutarlo ad uscire dal tunnel. Sono il fratello e le tre sorelle: soggetti eccentrici o svampiti, accumunati da una sorta di odio-amore verso Mel, fratello più grande. In realtà nessuno di loro è lì per aiutarlo, così ad Edna non resta altro che riprendere il lavoro di segreteria in una grande azienda per portare, almeno lei, uno stipendio in casa. Ma la donna non farà nemmeno in tempo, poi¬ché l’azienda, in pieno fallimento, la licenzia su due piedi. E tornata in casa scopre che non c’è neanche un filo d’acqua per una doccia disten¬siva. Adesso è lei ad imprecare contro la vicina, responsabile dell’acqua condominiale. Questa, nonostante l’intero edificio sia senza acqua, tira giù un’altra secchiata che, anche questa volta, finisce sulla testa dell’incolpevole Mel. Il quale risponde con un sorriso sincero e rassicurante come Edna non lo aveva mai visto: “Sono così fiera di te” gli dice “perché sei migliore... Migliore di tutti quanti…”. Finalmente i due si sono accorti di quanto il loro amore sia più forte della mancanza di soldi, di lavoro e di acqua.

Sala Umberto Via della Mercede, 50 06.06.6794753 Prezzi: da € 32,00 a € 16,00 Orari: dal martedì al sabato ore 21, secondo mercoledì ore 21, domenica ore 17,00 sabato ore 17 e 21

articolo pubblicato il: 23/02/2014

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