torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

arte e mostre
Gli approdi di De Libero

Galleria d'Arte Moderna Roma 23 febbraio

di Sergio Gigliati

“Gli approdi di De Libero” di Silvana Palumbieri Galleria d’Arte Moderna Roma
In occasione dellamostra “Libero De Libero e gli artisti della Cometa” attualmente visibile fino al 27 aprile 2014 presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma verrà proiettato domenica 23 febbraio alle ore 11.00 il documentario “Gli approdi di De Libero”, di Silvana Palumbieri con una introduzione di Lorenzo Cantatore
Il Caffè Aragno al centro di Roma è nel 1927 un foro, un porto, una basilica. Sui suoi divanetti letterati come Cecchi, Cardarelli Soffici, Baldini. Ungaretti celebrano ogni giorno il sodalizio spontaneo con la pittura, in specie con la scuola romana di via Cavour, Mafai, Raphael, Scipione, Ceraccini e Capogrossi. Li fiancheggia e li sostiene criticamente un giovane letterato arrivato da pochi mesi dalla natia Fondi, si chiama Libero De Libero. In un anno ha già pubblicato alcuni racconti, dato vita con Luigi Diemoz al quindicinale L’interplanetario, dato alle scene con la regia di Anton Giulio Bragaglia Frangiallo, suo primo lavoro teatrale. È diventato anche il critico d’arte della rivista Italia letteraria diretta da G.B Angioletti e Curzio Malaparte. E nel ’33 l’editore De Fonseca pubblica la sua prima raccolta di poesie Solstizio.
La contessa Pecci Blunt appassionata d’arte e mecenate, lo chiama a dirigere la Galleria La Cometa. Sarà una vicenda appassionante che dal ‘35 al ’38 porterà alla ribalta artisti poco conosciuti, in seguito grandi protagonisti della pittura italiana, Cagli, Levi, Tosi, Mazù, Ziveri, Melli, Afro, de Chirico, Guttuso, Pirandello, Severini. La presenza tra loro di artisti ebrei scatena gli attacchi razzisti della pubblicistica fascista, quindi il regime pratica sistematiche azioni di asfissiante controllo poliziesco. La Cometa è costretta a chiudere i battenti.
Si apre con le raccolte Proverbi, Testa, Eclisse la grande stagione poetica di De Libero, versi musicali tramati di folgoranti richiami analogici. Quando la vena poetica inaridisce dal ’45 inizia per lui il tempo della narrativa: i due romanzi Amore e morte e Camera oscura, i racconti Malumore, Il guanto nero, Racconti alla finestra. Dalle Teche Rai è emersa l’inesplorata eredità mediatica di De Libero mentre declama le proprie poesie, riflette sullo scempio che la guerra compie su ogni anima, considera le valenze simboliche della natura.
Nei primi anni del dopoguerra De Libero è lo sceneggiatore di Non c’e’ pace tra gli ulivi e Giorni d’amore di Giuseppe De Santis di cui è amico per la comune origine fondana. Dal ’7,1 alle soglie dei settant’anni, nella prestigiosa collana di poesia Specchio di Mondadori, il poeta pubblica le tre raccolte Di brace in brace, Scempio e lusinga e Circostanze. Poi, dopo cinque anni di sofferenza e assenza, chiude la sua esistenza a Roma, nella casa di via Tiepolo 4.

Galleria d’Arte Moderna a Roma
Via Francesco Crispi, 24
Domenica 23 febbraio ore 11.00. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

articolo pubblicato il: 19/02/2014

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it