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speciale Bankitalia ieri ed oggi
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di Vittorio Sordini

Spesso uomini della Banca d’Italia hanno assunto importanti incarichi di Governo e questi in alcuni casi hanno operato scelte molto gravose per i cittadini italiani, cambiando le regole in molti settori e mettendo pesantemente le mani nelle tasche degli italiani. Si dovrebbe anche gridare al conflitto di interessi perché i controllati sono proprietari della controllante; e non ci sarebbe da stupirsi che rilevanti irregolarità di alcune Banche non siano state individuate dagli Organi di Controllo, ma siano emerse solo dopo l’intervento e grazie alle indagini della Magistratura. (vedi caso MPS). Ci sarebbe da domandarsi che cosa stessero facendo gli organi di controllo mentre si perpetravano le irregolarità e scoppiavano gli scandali della Parmalat, della Cirio … dei Tango Bond.

Liquidare la rivalutazione delle quote di partecipazione alla Banca d’Italia come una discussione improntata semplicemente su una questione di carattere contabile è una vera offesa all’intelligenza di qualsiasi cittadino, perché non esiste alcuna relazione economica tra il numero delle quote possedute ed il valore dell’attivo della Banca d’Italia. L’alternativa sarebbe quella di credere che nel 1936 lo Stato ha regalato la Banca d’Italia ad alcuni Enti espropriandola ai privati e che questi che hanno ricevuto il regalo non se ne sono accorti, o hanno pazientato fino ad oggi lasciando credere a tutti che la Banca d’Italia è degli italiani e le singole azioni del valore nominale di lire 1000 non rappresentano un titolo di proprietà, ma un coinvolgimento necessario dell’intero sistema bancario; interpretazione, questa, rafforzata dalla lettura degli articoli 40 e 117 della Costituzione.

Uno dei motivi della decadenza di un Paese è la scarsa qualità della classe dirigente.

E’ sufficiente seguire qualche dibattito televisivo per capire in quali acque navighiamo e alla fine succede che il decreto legge IMU-Bankitalia è convertito in legge il 29 gennaio 2014, ma solo la zingarata dei Grillini scatena il finimondo e le vuvuzelas (giornalisti, sedicenti economisti, autoproclamatisi esperti osservatori di questioni economiche e politiche, personaggi accreditati sul piccolo schermo come opinionisti) hanno avviato uno straziante trambusto.

Come mai fino al momento in cui hanno preso fuoco le polveri, nessuno aveva considerato l’argomento? Le vuvuzelas tacevano. Perché? Nessuno lavora e cerca di informarsi sugli sviluppi degli atti parlamentari? La mancanza di competenze in materia è disarmante? Qualcuno aveva interesse a far passare silenziosamente la rivalutazione delle quote del capitale sociale della Banca?... Sarebbe il caso di approfondire gli aspetti giuridici, politici, economici e strategici correlati all'esistenza ed all'applicazione del DL 5 del 29 gennaio 2014 che di fatto ha modificato lo Statuto della Banca d’Italia.

articolo pubblicato il: 07/02/2014 ultima modifica: 23/02/2014

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