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teatro
"Amleto?"

al Teatro Argot di Roma


Teatro Argot, 31 gennaio e 1 febbraio ore 21.00 – domenica 2 febbraio ore 17.30 Macelleria Ettore

Amleto?

con Stefano Detassis e Maura Pettoruso testo e regia Carmen Giordano disegno luci Alice Colla

produzione Trento Spettacoli in coproduzione con E45 Napoli Teatro Fringe Festival 2013, Fondazione Campania dei Festival con il sostegno di La Corte Ospitale – Rubiera(RE), ArTè, Teatro Stabile di Innovazione di Orvieto, Spazio Off, Trento

Al Teatro Argot Studio di Roma, per la stagione congiunta dominio pubblico, va in scena dal 31 gennaio al 2 febbraio, “Amleto?” della compagnia Macelleria Ettore, per la regia di Carmen Giordano. Lo spettacolo accetta la sfida elisabettiana. Due attori in uno spazio nudo provano Amleto. Sprofondano nel testo, squarciano scene, scavano immagini e prendono derive sorprendenti. Due vite alla prova. Amleto e Ofelia. Essere e non essere. Attori e personaggi. I piani si confondono, come vita e teatro. Cerchiamo di accordare l’azione alla parola e il pensiero all’azione nel tentativo di tendere lo specchio alla natura. Fare accadere il teatro come un incidente. AMLETO? è una ricerca nella sottrazione di artificio: voci nude, corpi esposti, buio, luci, ombre. Un’esperienza semplice e misteriosa. La vita si riversa in scena per lasciare una traccia, un’eco di sé. Amleto è una domanda che nasce dalla visione di uno spettro. Lo spettro è il momento in cui guardiamo dentro noi stessi. Una pausa del tempo, un frattempo, un buio. Ci sbatte in faccia quello che possiamo essere. Noi sappiamo quello che siamo, non sappiamo quello che possiamo essere. Amleto è soggetto e oggetto della domanda, come ognuno di noi. Per tutti c’è un mistero nella realtà. Il montaggio è nella testa dello spettatore. Ognuno trova un pezzo di sé. L’eco di una domanda cui non ha risposto. Un’azione sviscerata dal pensiero e non agita. Un ricordo che ha il sapore dell’allucinazione. Uno spettro che pesa sul cuore. Il resto è silenzio.

macelleria ettore_teatro al Kg È un collettivo di ricerca e pratica teatrale. La drammaturgia è il fulcro della ricerca. Il montaggio è lo strumento per elaborare i pezzi di una storia che ci sfugge o non c’è. La scenografia è un posto e uno spazio mentale. Un luogo poetico. L’attore è un performer. Costretto al confronto con linguaggi differenti. Libero di trasgredire regole, per crearne di nuove. La narrazione procede per accumulazione d’immagini. La regia si articola smembramento e ricomposizione delle immagini. La regia coincide con il montaggio. Il montaggio definitivo è affidato allo spettatore.

articolo pubblicato il: 27/01/2014

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