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teatro
Prove di volo

al Teatro Argot di Roma


TEATRO ARGOT STUDIO PROVE DI VOLO stagione senza rete 2013/2014 17 DICEMBRE – 22 DICEMBRE Fattore K | PsicopompoTeatro MUSICA ROTTA Signorine porteñe Lùisa Luce del mattino in un abito marrone

Tre pezzi brevi, due monologhi e un quasi-dialogo di Daniel Veronese traduzione e regia di Manuela Cherubini interpreti: Luisa Merloni, Raimondo Brandi, Patrizia Romeo Perché un’immagine trasmette direttamente al sistema nervoso e un’altra, invece, ci racconta la storia tramite il cervello? Francis Bacon

La compagnia Psicopompo Teatro, nota ai più per il successo di Bizarra - soap teatrale in venti puntate - che da anni dedica il proprio lavoro alla ricerca della nuova drammaturgia di Buenos Aires, e al rapporto con il testo, porta in scena al Teatro Argot Studio, dal 17 al 22 dicembre, un nuovo esperimento teatrale. Una fusione di due testi del drammaturgo e regista argentino Daniel Veronese, dal titolo “Musica Rotta”.

“Fomentare, incentivare l’incontro di segni drammaturgici non riconoscibili, zone d’oscurità e mistero. Le opere che compongono Musica rotta furono scritte come tre lavori brevi a partire da una sola idea: il desiderio. La frammentazione interna, che in misura maggiore o minore ho creato in queste opere, è il risultato di una frammentazione temporale nel discorso narrativo. È un tentativo di creare un racconto drammatico, senza perdere il suo valore letterario, nel quale l’oggetto sia vari oggetti contraddittori allo stesso tempo. Che le situazioni possano essere riconoscibili, ma allo stesso tempo terribilmente suggestive, che provochino sensazioni diverse da ciò che è semplicemente enunciato. Teatro decentralizzatore dello sguardo univoco. Teatro centrifugo, che apporti diversi elementi, sottotesti, infradialoghi, comunicazioni intermedie trasportate in primo piano, trasformate in elementi principali della comunicazione. In questo modo il teatro mi consente di dar valore a qualcosa che mi sarebbe impossibile valorizzare fuori dal suo proprio contesto.”

Daniel Veronese L’opera di Veronese permette il transito attraverso il mistero. Non ha bisogno di spiegare. Il grande tema della contemporaneità, che Veronese incarna perfettamente, è la sopportazione del mistero, non da un punto di vista religioso, ma laico, un mistero senza dio, il mistero che appare dietro la rottura della grande illusione, della religione della ragione, della grande storia, di ciò che organizzava tutto. Se c’è una cosa che l’uomo della modernità non tollera è il non sapere. Veronese riesce a catturare quest’idea: le cose accadono, ma possono non essere comprese. In questo senso la sua opera è affine alla pittura contemporanea. Cos'è, non si capisce, cosa sono, sono macchie, un’impressione visiva: Kandinsky, Klee, Bacon… Presentiamo i tre testi brevi che compongono Musica rotta. Sono tre pezzi distinti, legati da vincoli sotterranei, alcuni segreti, ma sempre aperti sull'abisso del mistero che avvolge ogni azione quotidiana, semplice nel suo apparire, mostruosa nel suo svolgersi, evolversi, ingigantirsi, deformarsi. Manuela Cherubini

Daniel Veronese Drammaturgo, regista (Avellaneda, provincia di Buenos Aires, 1955) All'inizio del suo percorso teatrale è stato attore e mimo. Nel 1985 comincia a occuparsi di teatro di figura e quattro anni più tardi dà vita al gruppo “El Periférico de Objetos”, che basa la sua ricerca sul lavoro d’interazione fra attori e oggetti: memorabile lo spettacolo per uomini, burattini e oggetti Máquina Hamlet (1995), da Hamletmaschine di Heiner Müller. Ossessionato dalla ricerca, ogni volta che sembra raggiungere livelli d’eccellenza nell’esplorazione di un linguaggio, s’indirizza altrove, portandosi dietro l’esperienza acquisita. Dopo il teatro di figura è la volta della drammaturgia e, successivamente, della regia, legata soprattutto ai suoi testi. Il suo corpus di opere originali è pubblicato in due raccolte: Corpo de prueba, che contiene quattordici testi in due volumi, e La deriva. Negli ultimi anni si dichiara interessato agli adattamenti da testi esistenti; in particolare ha lavorato su Cechov: Le tre sorelle e Zio Vanja, realizzando due straordinari spettacoli, intitolati, rispettivamente: Un hombre que se ahoga (Un uomo che soffoca) e Espía a una mujer que se mata (Spia una donna che si uccide), quest’ultimo con interpolazioni dalle Bonnes di Genet. I suoi spettacoli sono stati prodotti e ospitati da diversi festival internazionali: Theater der Welt, Festival d’Avignone, KunstenfestivaldesArts, Hebbel Theater e Holland Festival, Fabbrica Europa, Riocenacontemporânea, Blumenau. Negli ultimi quindici anni ha ricevuto, solo in patria, venticinque premi. E’ stato più volte direttore del Festival Internazionale di Buenos Aires. Dirige un teatro studio nel quartiere di Palermo, dove attualmente porta avanti le sue ricerche sulla drammaturgia attorale.

Manuela Cherubini regista, Roma 1973 Laureata in Storia, da diversi anni collabora con il C.R.M. (Centro Ricerche Musicali) di Roma, approfondendo l’indagine sulla relazione fra Arte e Scienza. Per il C.R.M. realizza la regia di opere musicali, performance, istallazioni (Forte Spagnolo de l’Aquila, Giardini della Filarmonica, Goethe Insitut), radiodrammi musicali (Rai Radio Tre), in collaborazione con Michelangelo Lupone e Laura Bianchini. Collabora con Marco Baliani, Maria Maglietta e José Sanchis Sinisterra. Con quest’ultimo approfondisce la relazione tra Filosofia della Scienza e teatro. Nel 2001 fonda PsicopompoTeatro, con Luisa Merloni e Patrizia Romeo, dove prosegue l’indagine sulla drammaturgia contemporanea. È autrice, insieme al drammaturgo Davide Carnevali dello speciale del Patalogo 2008 Nueva hispanidad. Traduce, dirige e collabora all'edizione di opere di Juan Mayorga, Rafael Spregelburd, Javier Daulte e Daniel Veronese. Hamelin, di Juan Mayorga (Premio Ubu 2008 come miglior opera straniera); Criminal, di Javier Daulte; Musica rotta di Daniel Veronese. Traduce e cura l’edizione de “L’Eptalogia di Hieronymus Bosch” di Rafael Spregelburd (Ubulibri 2010), di cui mette in scena La stravaganza (2008), Il panico e L’inappetenza (2009), La modestia (2010). Traduce e dirige la teatronovela Bizarra di Rafael Spregelburd (Premio Ubu 2010 come miglior opera straniera), nelle due edizioni: per il Napoli Teatro Festival e il Teatro Bellini (giugno 2010) e nella versione indipendente a Roma (ottobre-dicembre 2010, gennaio 2011), in collaborazione con Fattore K di Giorgio Barberio Corsetti e Angelo Mai. Nel 2012 è chiamata da Rafael Spregelburd a dirigere con lui la Nouvelle Ecole des maitres, il più prestigioso master europeo di formazione per attori, in Italia, Francia, Belgio e Portogallo.

Teatro Argot Studio Via Natale del Grande 27 Tel. 06 5898111 Dal martedi al sabato ore 21.00 la domenica ore 17.30 Ingresso: 12 euro, studenti e over 65 8 euro, gruppi cral 6 euro

articolo pubblicato il: 13/12/2013

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