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editoriale
giovani versus burosauri
di Teddy Martinazzi

La schiacciante vittoria di Matteo Renzi alle elezioni per la segreteria del PD può essere l’occasione per rilanciare veramente un Paese che è sull’orlo del baratro, sempre che il neosegretario abbia veramente la voglia e le forze per cambiare tutto. La gente sempre più incerta sul futuro non ne può più delle facce della Bindi, della Finocchiaro, di D’Alema, di Bersani e anche di Veltroni, che fa finta di essere al di fuori della politica ed invece ci sta dentro , eccome. Renzi non deve fare prigionieri, rottamare tutto il rottamabile per creare un’ipotesi di sinistra che sconfigga Beppe Grillo sul piano dei fatti e non delle chiacchiere.

C’è chi ha detto che l’enorme, inaspettata affluenza alle urne si è verificata perché Renzi aveva perso le primarie di coalizione ed il PD di Bersani aveva vinto le elezioni, perdendole al contempo, perché senza sbocchi pratici. Dal punto di vista politico le cose non sono andate male, perché Renzi avrebbe potuto vincere le elezioni avendo alle spalle un PD diviso e condizionato dai vecchi arnesi, senza speranza di fare alcunché, come sta accadendo a Letta ormai da mesi, mentre, prendendo in mano il potere politico del suo partito, potrà lavorare senza condizionamenti. Le chiacchiere degli sconfitti, non tanto di Civati, ma di Cuperlo che rappresentava il colpo di coda – speriamo veramente l’ultimo – del vecchio PCI dalemiano, che il Segretario non sarà necessariamente il candidato di coalizione, sono solo chiacchiere; Renzi ha il potere di vincere le prossime primarie di coalizione e di vincere poi le elezioni politiche.

Tutti coloro, di destra, che hanno votato Grillo per protesta, sono allibiti davanti a certe prese di posizione di alcuni parlamentari grillini e allibiti tout court di alcuni deputati del Movimento 5 stelle, a cominciare dalla parlamentare che si è detta convinta dell’esistenza delle sirene (non quelle delle fabbriche, della cui esistenza siamo convinti tutti, bensì delle donne con la coda di pesce). Per Renzi si aprono grandi prospettive, in un momento in cui a destra l’unica faccia giovane e piacevole è quella della Meloni, associata però a quella da vecchio marpione di La Russa. Alfano sembra un funzionario della Farnesina destinato ad un’ambasciata di second’ordine, mentre di Berlusconi è bene tralasciare di parlare.

Chi potrà affossare Renzi si può immaginare; si tratta dei burocrati che fanno il bello ed il cattivo tempo fin dai tempi di Umberto I. Mussolini tentò di limitarne il potere mandandoli in pensione a sessantacinque anni (prima ci andavano quando decidevano loro), ma, anche se più giovani, seguitarono a comandare. Ai tempi della prima repubblica erano sfrontati, convocavano nei propri uffici deputati e senatori per imporre idee e punti di vista. Poi si sono un po’ mimetizzati ma ancora oggi sono i veri padroni dello Stato. Se non si fa un’operazione veramente incisiva si rischia di fare come nei lontani anni Sessanta del secolo scorso, quando la necessità di riformare la burocrazia portò alla creazione del Ministro per la Riforma Burocratica. Con quali risultati si può ben vedere, dopo mezzo secolo.

articolo pubblicato il: 09/12/2013

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