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arte e mostre
Mario Lipreri, interfaccia con futuro

a Mantova


ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN Via Ippolito Nievo, 10 - 46100 MANTOVA - Tel. 0376.324260 - info@sartoriarianna.191.it MARIO LIPRERI interfaccia col futuro 30 Novembre – 23 Dicembre 2013 Nome della Galleria: Galleria "Arianna Sartori" Indirizzo: Mantova - via Ippolito Nievo, 10 - tel. 0376.324260 Titolo della mostra: Mario Lipreri: interfaccia col futuro Presentazione in galleria di Renzo Margonari Date: dal 30 novembre al 23 dicembre 2013 Inaugurazione: Sabato 30 novembre, ore 17.00 Catalogo: in galleria Orario di apertura: Feriali 10.00-12.30 / 16.00-19.30. Festivi 15.30-19.00

Sabato 30 novembre alle ore 17.00, la Galleria Arianna Sartori, inaugura la mostra omaggio all'artista mantovano Mario Lipreri intitolata “Interfaccia col futuro” a Mantova, nella sede di Via Ippolito Nievo 10. La mostra sarà presentata in galleria da Renzo Margonari, autore del testo in catalogo. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 23 dicembre 2013.

Mario Lipreri: interfaccia col futuro Aggiungo una pagina a quanto già ho scritto -è parecchio- circa l’opera artistica di Mario Lipreri. Vorrei che queste righe fossero intese come un’ultima riflessione, aggiungendo un’altra interpretazione possibile, per una definitiva valutazione della notevole complessità estetica dei suoi dipinti. Nell'incomprensibile, insufficiente e confusa gestione degli affari culturali della nostra città è consuetudine incaricare ignari deliberanti a stabilire quali siano i maggiori rappresentanti della nostra arte figurativa. E’ facile comprendere come simili comportamenti corrispondano al peggior conformismo. Così sono preferiti quegli autori che hanno seguito il successo delle mode, gli imitatori, mentre s’ignora chi ha sviluppato un proprio mondo poetico ed eseguito una progressiva e personale qualità espressiva. Talvolta si è voluto porre in dubbio -pur senza argomentare-, la mia meditata affermazione che l’arte mantovana è prevalentemente di specie fantastica, evidente per chi conosce lo svolgimento di una sensibilità locale che s’è andata formando da Pisanello a Mantegna, a Giulio Romano, fino ad Aldo Andreani, proseguita in un gran numero d’artisti del XX secolo e si perpetua con quei giovani che non imitano maestri affermati, ma cercano autonomamente la propria verità. Allora, prima che intervenga qualche inopportuno sapiente ad affermare una diversa interpretazione dell’opera di Mario Lipreri, affermo l’ovvietà che egli illustra altamente la sensualità estetica mantovana perché interprete di un’espressione fantastica e visionaria. Sarei contento se qualcuno confermasse come tale precisazione sia del tutto inutile, data l’evidenza, ma in quest’occasione ritengo doveroso tentare senza alcuna formalità una sistemazione precisa della scelta poetica consapevolmente adottata dell’artista, anche perché –di conseguenza- afferma la sincerità poetica e l’aderenza coerente tra la sua immaginazione e i modi impiegati nel dare forma inconfondibile a uno stile riconoscibile della sua personalità sognante e speculativa, peculiare. Dico di un artista instancabile nell'indagare i meandri delle sensazioni primordiali e della loro configurazione naturalistica della memoria profonda. Simile osservazione non limita, bensì esalta l’arte di Mario Lipreri, in ultimo anche scultore, che ha coltivato al massimo la capacità di rappresentare e interpretare artigianalmente con i mezzi tradizionali e caparbietà accademista la realtà del pensiero, trasformando il vero oggettivo in sogno, la giustezza geometrica del progetto concettuale in sensualità immaginaria.

E’ assai probabile che l’arte seguendo gli sviluppi scientifici com'è sempre avvenuto, si stia avviando verso un proprio evo tecnologico. In questo processo si ravvivano le menti resistenti di chi non accetta mutazioni repentine senza aver prima formulato una ricognizione materiale del pensiero e dei mezzi estetici applicati fino a ora. In questi tempi osserviamo il recupero di Pittura e Scultura con le loro specifiche determinazioni specifiche anche da parte di molti autori giovani. Perciò stiamo assistendo al rinnovarsi di un approccio tradizionale, con parvenze retroattive e anacronistiche, contrario o controcorrente che dir si voglia, come un verismo esasperato e ripensamenti della forma estetica già maturati nell'era rinascimentale. Simile atteggiamento non dev'essere scambiato per antistorico, bensì accolto come una verifica totalizzante, un rendiconto, prima di eseguire un’effettiva connessione alle tecnologie contemporanee. In arte, infatti, come vede chiunque, l’applicazione dei nuovi mezzi elettronici e cibernetici non sta producendo nuove immagini, ma soltanto l’impiego di tecniche espressive inedite. Non si crea una nuova realtà virtuale ma una versione traslata della realtà materiale. E’ necessario, dunque, ormai, distinguere nettamente la rappresentazione della verità oggettiva da quella virtuale senza che l’una possa considerarsi più attuale dell’altra, affinché gli artisti possano definire i propri percorsi futuri.

Con i suoi dipinti, Mario Lipreri si è posto come a metà percorso attraversando un ponte. E’ ben piazzato, dunque, per operare la connessione tra l’Alto Medioevo e l’era elettronica. Finalmente ci accorgiamo che le sue meditazioni e i silenzi erano preveggenti. Tra le varie letture delle sue immagini, infatti, posso aggiungere che il labirintico brulicare di sedimenti realistici accanto a forme sconosciute di pura invenzione, può essere visto anche come l’intricato labirinto di particelle elettroniche conduttrici che ricevono e trasmettono impulsi tra loro seguendo tracciati di navigazione megatronica. Dapprima egli crea un impianto formale strutturale a sostegno di un’infinità di piccoli segni che s’interrompono e si riconnettono, si scontrano e si collegano. Emergono, così immagini di oggetti esistenti accanto a quelle che immaginiamo di scorgere nell'elaborata materia pittorica finemente tessuta, un groviglio intricatissimo di connessioni tra un segno e l’altro, tra un colore e l’altro. Nelle varie occasioni in cui ho commentato l’arte di Lipreri ho fornito letture e interpretazioni seguendo d’istinto la suggestione geologica mentre l’occhio scopre improbabili fossili e microrganismi pietrificati, calcificati, stratificazioni di sedimenti tellurici o alluvionali, ma oggi posso rileggerle come quelle di un microcircuito prestampato, l’interfaccia seriale di un calcolatore elettronico, la vista contemporanea di più pellicole sovrapposte, impressionate contemporaneamente. Simili possibilità interpretative seguono al fatto che si esamina una pittura ricca, proveniente da un’immaginazione anche armoniosamente ossessiva. L’artista ne sembra posseduto e perso nel piacere esplorativo dell’immagine che si autoproduce e prolifera moltiplicandosi e approfondendosi. E’ come se Lipreri usasse un microcopio per esaminare una macro formazione: riducendone le dimensioni, può osservarne una parte maggiore di quella che entrerebbe nell’obiettivo, individuando ogni dettaglio. E’ convinzione comune -condivisibile ma indimostrabile- che gli artisti e i poeti possiedano facoltà medianiche e possano, involontariamente o inconsapevolmente, tramite la pura intuizione, preconoscere e predire situazioni passate rimaste occulte perfino alla scienza, e pure futuri sviluppi della cognizione tecnologica e biologica. Ciò accade, però, solo quando l’artista è capace di perdersi in quello stato di piena astrazione chiamata “fantasia” che consente di proiettare la mente e il corpo “dentro” l’immagine concepita nel suo progetto, conseguente a molti anni di ricerca, di pratica e annosa verifica. Mario Lipreri, con le sue tomografie telluriche, con la sua micro gestualità segnica da miniaturista, ha realizzato ogni volta e in ogni opera questo stato di vigile incoscienza così prossima all'automatismo surrealista, seguendo il proprio percorso spirituale come un rabdomante segue l’impulso nel cercare una vena d’acqua. Simile abbandono l’ha condotto a un immaginario che appare autoproliferante, autocreativo e continuo (la forma viva nasce dalla forma morta, il movimento consegue alla stasi, originando un ciclo perpetuo, come accade in natura). Ciò che chiamiamo realtà tangibile è originata da una vibrazione submolecolare, in un cero senso è realtà virtuale Tra la realtà virtuale e quella oggettiva, ricordiamocene, l’artista può individuarne una terza: la verità del sentimento che incontra l’idea assoluta dello stile espressivo comunicante, la poesia che ci fa umani. Renzo Margonari

Mario Lipreri Nasce a Curtatone (Mn) il 27 febbraio 1938; muore il 6 febbraio 2010. Frequenta la Scuola Statale d’Arte di Mantova, seguendo i cosi del pittore e disegnatore Giovanni Minuti, approfondendo le tecniche del disegno e dell’acquerello. La sua vera attività artistica ha inizio negli anni Settanta, con l’esecuzione di paesaggi delicati, intimistici e nature morte con rimandi a Morandi e a Braque. Nel 1980 dal periodo delle nature morte, ancora leggibili figurativamente, si sposta a quello della “ricerca archeologica”, esposte nella sua prima mostra personale alla Galleria Leonardo di Pegognaga nel 1981. Inizia qui il lungo percorso di Lipreri nella ricerca tesa e sottile dell’archè. Dal 1982 si susseguono importanti personali (a Mantova, Bologna, Pisa, Verona, Milano, Prato, Treviso, Bergamo, Viadana), con letture critiche di R. Margonari, F. Bartoli. M, Corradini, N. Micieli, G. Segato, A. Righetti, e significative presenze in collettive a livello nazionale ed europeo, molte delle quali aderendo al sodalizio artistico costituito dal pittore reggiolese Gianni Baldo. Nel 2000 prende parte alle rassegne “Arte a Mantova 1950-1999” alla Casa del Mantegna di Mantova e “Il disegno a Mantova 1950-2000” alla Pinacoteca Comunale di Quistello, e nel 2001 alla collettiva “Arte di Mantova e Siracusa”, organizzata nella città siciliana e poi al Museo di Gazoldo degli Ippoliti. Mostre e rassegne recenti: 1995 - Galleria del Popolo, Mirandola (Mo), personale. Fondazione Battaglia, Milano, personale. “Artissima”, Lingotto Fiere, Torino, collettiva. Rassegna “Italian Art Team”, Baskiri (Russia), collettiva. 1996 - “UndicixUndici”, Atelier d’arte Ducale, Mantova, collettiva. “Artissima”, Lingotto Fiere, Torino, collettiva. Polveriera Napoleonica, Palmanova (Ud), collettiva. Galleria Comunale, Palazzo Municipale, Trieste, collettiva. “In un segno che in un sogno sogna se stesso...”, Galleria del Libraio, Treviso, collettiva. “Archeologia fantastica”, Centro Culturale S. Giorgietto, Verona, personale. “Percorrendo sentieri come spirali”, Galleria La Nuova Sfera, Milano, collettiva. 1997 - Galleria Bertrand Krass, Innsbrüch, collettiva. “Sette Codici per Comunicare”, Galleria d’Arte Radice, Lissone (Mi), collettiva. Società Artisti e Patriottica, Milano, personale. Galleria Incontri Scrimin, Bassano del Grappa (Vi), personale. Mostra dei libri d’artista, Fiera d’Arte “Art Jonction ‘97”, Nizza. “Dalle Fluttuanti regioni della memoria”, Galleria Il Rivellino, Ferrara, collettiva. “Natura Lacerata”, Atelier degli Artisti, Brescia, collettiva. 1998 - “Lungo viaggio verso la Luce”, Galleria Bedoli, Viadana (Mn), personale. Mostra dei libri d’artista, Galleria d’Arte Studio e Oggetto, Milano. Mostra dei libri d’artista, Galleria d’Arte Felini, Lugano. “Lungo Viaggio Verso la Luce”, Atelier Arti Visive “Ducale”, Mantova, personale. 1999 - IIa Biennale “Artisti e ambiente alpino”, Casa degli Artisti, Canale di Tenno (Tn). IIa Biennale “Artisti e ambiente alpino”, Palazzo Trentini, Trento. Galleria d’Arte Radice “Il Cerchio dei Mutamenti”, Lissone (Mi), collettiva. Mostra dei libri d’artista.Expo Arte, Bari. “Atlante”, Sala ex Filanda, Maniago (Pn), collettiva. 2000 - “Il disegno a Mantova 1950/2000”, Pinacoteca di Quistello (Mn). “Arte a Mantova 1950/1999”, Casa del Mantegna”, Mantova. Mostra dei libri d’artista, Cité Universitaire Maison de l’Italie, Parigi. “I Libri dell’Arte”, Galleria Libreria Bocca, Milano, collettiva. “I Segni dell’Evento”, Palazzo Comunale, Cremona, collettiva. “Inquietudini d’inizio secolo”, Circolo Arti Figurative, Empoli, collettiva. 2003 - Mostra Internazionale d’arte itinerante 30x30, Centro Studi L.A. Muratori, Modena, collettiva. Mostra Internazionale d’arte itinerante 30x30, Galleria Comunale di arte moderna e contemporanea, Piombino (Li), collettiva. “Conservare il tempo 1981-2002”, a cura di Renzo Margonari, MAMU Museo d’Arte Moderna, Gazoldo degli Ippoliti (Mn). 2004 - Ninos, Progetto Roberto “ONLUS”, Palazzo della Gran Guardia, Verona, collettiva. 2005 - 1a Rassegna d’arte contemporanea, Galleria Arianna Sartori, Mantova. 2007 - “Segreti di verità”, La loggia degli Artisti, Camera di Commercio, Mantova, personale. Rassegna internazionale d’arte città di Bozzolo, IIIa Biennale “Preesistenza della figurazione fantastica”, opera acquisita alla raccolta civica “Premio Bozzolo”, Bozzolo. 2008 - “Paleontografie visionarie”, Galleria 2E, Suzzara (Mn), personale. 2009 - “7Espressioni7. Magie dell’arte e della vigna”, Villa Mirra, Cavriana, collettiva. 2010 - Casa del Mantegna, Mantova, rassegna. Di lui hanno scritto: Werther Gorni, Renzo Margonari, Francesco Bartoli, Mario Cattafesta, Benvenuto Guerra, Mauro Corradini, Lino Lazzari, Giorgio Tomaso Bagni, Franco Riccomini, Beatrice Fonte, Nicola Micieli, Franco Pone, Carlo Milic, Franco Batacchi, Giorgio Segato, Alfredo Gianolio, Dino Pasquali, Alessandro Righetti, Renzo Francescotti.

articolo pubblicato il: 28/11/2013

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