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spettacolo
"Col sole in fronte"

al Teatro Argot di Roma


Teatro Argot, 1 e 2 novembre ore 21.00 – domenica 3 novembre ore 17.30

Balletto Civile

Col sole in fronte

ideazione, drammaturgia e scene Maurizio Camilli scrittura fisica e messa in scena Michela Lucenti in scena Maurizio Camilli e Ambra Chiarello disegno luci Stefano Mazzanti tecnicismi Francesco Traverso

una produzione Balletto Civile / Fondazione Teatro Due in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e con il sostegno di OperaEstate Festival Veneto, Vortice - Teatro Fondamenta Nuove, Centro Culturale Dialma Ruggiero (La Spezia)

Premio della Critica ANCT 2010

Al Teatro Argot all’interno della stagione congiunta di DOMINIO PUBBLICO Balletto Civile porta in scena, l’1, 2 e il 3 novembre, lo spettacolo “Col sole in fronte” vincitore del premio della critica nel 2010. La drammaturgia è di Maurizio Camilli che si ispira - seppure marginalmente - al caso di cronaca del ‘91 “Pietro Maso”, l’adattamento scenico è curato da Michela Lucenti, in scena Ambra Chiarello e Camilli stesso. Lo spettacolo focalizza l’attenzione su un giovane rampollo (Maurizio Camilli) di una famiglia della borghesia industriale veneta che si ritrova orfano di padre, morto in un incidente all'interno della loro fabbrica in circostanze misteriose. Vive con una giovane badante mulatta (Ambra Chiarello), una figura silenziosa e ambigua sempre presente nella sua bella casa, rassettando e sistemando l'arredamento e il rampollo. La madre ancora vivente rappresenta un ostacolo al raggiungimento del suo fine ultimo: la bella vita.

Attraverso una drammaturgia frammentaria ripercorre una serie di momenti vissuti nel suo passato, alternando ricordi che rievocano soprattutto l'ambiente all'interno del quale si è trovato a crescere il ragazzo, con momenti di “cabaret” caratterizzati da un rapporto molto frontale e divertito con il pubblico. Ne emerge una figura simpatica e guascona, uno che alla fine affronta la vita con grande sfrontatezza e senso di impunibilità e proprio per questo arriverà a compiere un atto efferato che grazie ad un'azione danzata lascia però aperta la possibilità di interpretare chi sia veramente il destinatario della sua violenza.

“Nuovi mostri corredati di tutte le giustificazioni. Ma senza attenuanti di bipolarismi e schizofrenie. Una semplice propensione al male, istintiva e ambientale. Collocare il tutto in uno scenario familiare, molto benestante, apparentemente normale. Il contesto appunto. In Veneto si dice che quando non hai voglia di far niente, c'hai miseria. Non quella miseria lì. Il benessere è più o meno diffuso e ormai non è più una questione di soldi. Ora si cercano scorciatoie per arrivare il prima possibile al maggiore risultato con il minimo sforzo, e con qualsiasi mezzo. Mancanza di poesia. E la violenza si diffonde, visibilmente, c'abbiamo fatto l'abitudine, dall'oratorio alla fabbrica, ed è divertente, per questo viene facilmente tollerata e condonata. Dunque: una parete metallica, uno spazio instabile, vivo e in cambiamento. Una famiglia che lotta per lo sterile impero dell'alluminio. Basta un colpo, tutto finisce. E come nei vecchi film una soave canzoncina accompagna la fuga. Semplicemente uno stato di cose, il comportamento e le azioni che ne condizioneranno il destino. Come se il limite in verità fosse molto più chiaro, nitido e visibile”.
Maurizio Camilli

articolo pubblicato il: 30/10/2013

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