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spettacolo
grande danza

al Teatro Tor Bella Monaca di Roma


La grande danza approda al Teatro Tor Bella Monaca con sei compagnie e undici spettacoli di undici autori diversi per dare una visione ampia della danza italiana contemporanea. Gli appuntamenti, a cura di Patrizia Cavola, intendono avvicinare il pubblico a differenti poetiche e scritture coreografiche portando sul palco del Teatro Tor Bella Monaca alcune delle migliori compagnie nazionali.

Dal 1 al 3 novembre sarà di scena la famosa Spellbound Contemporary Ballet di Mauro Astolfi, che dopo le numerose presenze nei maggiori teatri e festival internazionali e reduce da una prestigiosa tournée negli Stati Uniti, per il suo ritorno in Italia ha scelto il Teatro Tor Bella Monaca. Coreografia e regia Mauro Astolfi. Danzatori: Maria Cossu, Marianna Ombrosi, Sofia Barbiero, Alessandra Chirulli Giacomo Todeschi, Mario Laterza, Giuliana Mele, Gaia Mattioli e Giovanni La Rocca.

In Lost for words Studio I, su musiche di Loscill e HIF Biber, “Sconfitto da un'invasione di parole vuote, il corpo inizialmente cerca di opporsi, ma alla fine si accomoda anche perché vede che molti altri fanno finta di capire e di essere d'accordo. Progetti dialettici e slogan vari che invadono il linguaggio e intralciano la mente e il lavoro. Il corpo a questo punto deve trovare la forza e il potere di liberarsi dalle parole vuote, il movimento diventa qualcosa che aiuta a girare tra la gente e a scoprire che dietro molta di essa, spesso non c’è nulla.”

In Lost for words Studio II, su musiche di B. Frost, D. Bjarnason, J. Hopkins, A. Ibragimova, A Winged Victory for the Sullen, Notfromearth, “la scena iniziale riprende l'ultima immagine dello Studio I, per unire i due paesaggi. Ma nel secondo step si entra immediatamente in una prospettiva visuale ed emozionale più complessa, una creazione su diversi livelli di atmosfere a volte sovrapposte. L'analisi della comunicazione priva di parole proposta dalla suggestione del titolo arriva a una sua maturità nella compulsiva ricerca dell'altro, nel tentativo di non interrompere la relazione autentica e pura del corpo. L’'intera struttura di Lost for Words studio II è attraversata da una vibrazione continua in cui lo studio coreografico contiene la soluzione finale di questa spasmodica ricerca di comprensione di qualcosa che solo alla fine, dopo l'ultimo tentativo di parlarsi, senza che la bocca possa aprirsi… tutto per un attimo si ferma e comincia ad aprirsi un varco...“

“Lost For Words studio III, ultimo atto della trilogia, sulle musiche scritte composte ad hoc da Carlo Alfano, - spiega Astolfi - è un processo al ‘sistema parlato’ e falsato dei rapporti umani, un rifiuto a prendere sul serio e considerare come attendibile una confessione, una testimonianza. Gli interrogati non parleranno, ma daranno risposte a domande non fatte, risposte reali, concrete… L'interrogatorio è la visione iniziale, la scena d'apertura di questo terzo stadio, che altro non vuole essere che il disperato tentativo di far parlare chi ormai ha perso tutte le parole possibili… in assenza di parole veritiere e non confuse, gli interrogati stessi saranno le risposte.” Lo Studio III quindi non contraddice in sostanza lo "spirito" e la suggestione dei primi due capitoli di Lost for Words ma cerca solo di ricollegare la parola ad un significato puro e diretto, un linguaggio che non sottenda un altro significato.”

Il Teatro Tor Bella Monaca fa parte della Casa dei Teatri e della Drammaturgia Contemporanea promossa dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale e gestita da Zètema Progetto Cultura con la direzione di Emanuela Giordano.

articolo pubblicato il: 30/10/2013

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