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cronache
i sapori della carne povera

cena conviviale ecumenica dell'Accademia Italiana di Cucina


Il Simposiarca Stefano Casini ha ripercorso la storia della carne sulle tavole italiane in una cena Ecumenica per riscoprire i sapori delle carni povere tenutasi giovedì 17 ottobre 2013 al Circolo Boccaccio di Certaldo. La Cena Conviviale Ecumenica dell’Accademia Italiana di cucina Delegazione della Valdelsa Fiorentina è un evento che si ripete una volta all'anno e vede tutti gli accademici in Italia e nel mondo riuniti virtualmente, come se fossero a cena insieme, nello stesso giorno e con un menù basato su un tema prestabilito che quest’anno è stato “La cucina delle carni da non dimenticare”.

Il tema, scelto dal Centro Studi “Franco Marenghi” comprende le carni presenti nella cucina del popolo e oggi sempre meno usate perché espressione di un ormai superata cucina della fame. L’obiettivo, come ha spiegato il Simposiarca, cioè l’Accademico che si occupa di organizzare la serata, è stato quello di recuperare la cucina di frattaglie, visceri, rigaglie e trippe che possono ancora avere un ruolo in una moderna cucina sobria “Dopo il boom economico l’uso di carni povere si è drasticamente ridotto nelle nostre cucine – spiega il Simposiarca Stefano Casini – alcuni piatti sono stati dimenticati perché necessitano di una cottura e di una preparazione lunga che non si abbina alla frenesia di vita odierna. L’alimentazione sta diventando sempre più basata sui vegetali a scapito delle carni. L’industrializzazione alimentare ha favorito l’offerta di sole carni pregiate, così come i programmi televisivi che propongono una cucina veloce basata su ingredienti di facile reperimento a discapito di tagli o frattaglie che, al contrario, sono più rari da trovare – e conclude – In Toscana, in alcuni locali si riesce ancora ad accedere a queste prelibatezze rare. Per noi la ricerca di una cucina povera non è dettata dalla crisi, ma dal piacere del palato!”. Il Delegato Alessandro Signorini ha divertito gli accademici con due video istruttivi e simpatici al tempo stesso sul tema delle carni povere e ha omaggiato gli ospiti presenti con un volume edito dall’Accademia Italiana della Cucina. Tra gli ospiti anche una coppia arrivata direttamente dal Canada per gustare il menù basato sulle carni povere e sulla cipolla di Certaldo e l’assessore alla cultura Giacomo Cucini che per la prima volta ha partecipato a una Cena conviviale accademica “Anche la cucina è una forma d’arte – ha spiegato – saperla apprezzare e farla conoscere è fare cultura. È importante partire dalle radici, dalle tradizioni e dalla storia per arrivare a capire chi siamo e anche cosa mangiamo. Momenti di convivialità come questo sono importanti per il nostro paese perché il futuro passa anzitutto dalla conoscenza della tradizione”

articolo pubblicato il: 19/10/2013

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