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musica
"Cabiria"

cineconcerto a Jesi


Prosegue il XIII festival Pergolesi Spontini dedicato quest’anno al rapporto tra musica e potere, in un percorso multidisciplinare tra musica arte e cinema che mette in luce affinità e contrapposizioni tra Gaspare Spontini e i due grandi compositori di cui si celebra il bicentenario della nascita: Richard Wagner e Giuseppe Verdi.

Sabato 12 ottobre al Teatro Moriconi di Jesi un’intera giornata è dedicata al cinema muto degli anni ’10 del Novecento con seminari e due cineconcerti, per aprire nuove strade di ricerca spontiniana, mettendola in relazione con campi disciplinari diversi. Quando infatti nel dicembre 1908 venne ripresa alla Scala di Milano La vestale, l’opera di Spontini conobbe un significativo ritorno di fiamma, con interessanti ricezioni anche nel cinema muto. Alle 14,30 al Teatro Moriconi, appuntamento con il convegno che riunisce musicologi e storici del cinema attorno all’immaginario e alle musiche della Vestale nel cinema muto: relatori, Marco Bellano, Stella Dagna, Mauro Giori, Mariann Lewinsky, Emilio Sala e Marco Targa.

Segue il cineconcerto “Lo schiavo di Cartagine” (1910), cortometraggio italiano per la regia di Luigi Maggi, Roberto Omegna ed Arturo Ambrosio e musiche di Osvaldo Brunetti revisionate da Emilio Sala ed eseguite dal vivo in prima esecuzione in epoca moderna dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana diretta da Roberto Polastri.

Alle ore 19,30, sempre al Teatro Moriconi, si tiene il cineconcerto del più famoso film italiano del cinema muto, il colossal “Cabiria” (1914), per la regia di Giovanni Pastrone con le didascalie di Gabriele D’Annunzio e musiche di Manlio Mazza su temi di Spontini, Rossini e Gluck, in prima esecuzione in epoca moderna diretta da Roberto Polastri sul podio dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana. Per Cabiria, Manlio Mazza rielaborò musiche preesistenti, tratte soprattutto dalla Vestale ed in parte dal Fernand Cortez di Spontini. Come noto, in un primo momento, Pastrone, su sollecitazione di Gabriele D’Annunzio, affidò la composizione delle musiche per l’accompagnamento del film a Ildebrando Pizzetti che però ricusò l’incarico e si limitò a scrivere la famosa Sinfonia del fuoco, riferita a mo’ di “evocazione” alla scena del sacrificio, ma i cui rapporti con la pellicola restano alquanto problematici. Al Festival, verrà proposta nella sua integrità, per la prima volta, la partitura di Mazza comprendente anche la musica per la scena del sacrificio nel tempio di Moloch, nella versione per piccola orchestra recentemente rinvenuta nella biblioteca del Collegio San Giuseppe di Torino.

articolo pubblicato il: 11/10/2013

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