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editoriale
Un uomo impaurito tiene l'Italia con il fiato sospeso
di Lf

Un uomo impaurito tiene l’Italia con il fiato sospeso

Quello che è accaduto - si può dire nel giro di ore più che di giorni - è qualcosa che nessuno degli osservatori politici aveva previsto né poteva prevedere. Berlusconi al termine di un brevissimo intervento ha preannunciato la fiducia a quel Governo che nemmeno due giorni prima aveva dato per spacciato.

La spiegazione più immediata che viene alla mente pensando alla genesi della crisi è che Berlusconi abbia ragionato sentendosi braccato da una Giustizia che sente profondamente ingiusta nei suoi riguardi è l’ha detto chiaramente quando ha affermato di non aver dormito per cinquantanove giorni. Non vogliamo entrare qui nella polemica sulla Giustizia, della quale si sono occupati tanti giornali, da tanti anni a questa parte, più o meno da quando Berlusconi scese in campo, mettendosi di traverso ad Occhetto ed alla sua gioiosa macchina da guerra. Quello che è manifesto è che si è trattato dell’azione di un uomo impaurito da una minaccia impellente, quella di finire in carcere.

Questa minaccia l’ha portato a prendere sabato 28 settembre la decisione di far cadere il Governo senza interpellare il segretario del partito, l’assemblea, i capigruppo parlamentari, dando l’impressione ai cittadini che ministri, senatori e deputati del centrodestra fossero persone senza titoli e senza merito che dovessero accettare senza discutere una soluzione durissima e francamente assurda per un Paese che può vantare un debito pubblico che a tradurlo in vecchie lire ha bisogno dei fantastilioni di Walt Disney per essere quantificato. Per non parlare dei tre milioni di disoccupati, dei giovanissimi che il lavoro non tentano nemmeno più di cercarlo, del default dietro alla porta.

Berlusconi si è reso conto che tanti dei suoi non l’avrebbero seguito su una via di rottura con i Popolari europei e con l’Europa tout court; è bastato leggere i giornali stranieri per capire con quanta apprensione siano stati seguiti gli avvenimenti italiani. Un autorevole giornale francese è arrivato a dire che la crisi dell’Italia avrebbe portato anche alla crisi economica della Francia.

L’Italia ha bisogno di un Governo che tagli severamente le spese, che rimetta in moto l’economia, che dia speranza a giovani ed anziani. Le larghe intese non sono amate in primis da coloro che le hanno fatte, ma siamo in guerra e quando si è in guerra i governi sono sempre di unità nazionale.

articolo pubblicato il: 02/10/2013

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