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licenze edilizie
di Carla Santini

Durante un soggiorno a Granada, mi capitò di visitare la casa museo di Federico Garcia Lorca all’interno di un parco pubblico della città. La casa in questione era una casa di campagna, fuori dal centro della città. Fino agli anni Settanta Granada non si era sviluppata verso il circondario e quella semplice casa era immersa nella campagna, circondata da campi e orti. Forse per i proprietari rappresentava un luogo di vacanza.

Quando la Spagna precipitò nella guerra civile, Federico Garcia Lorca fu tra le sue vittime più illustri e conosciute. Con l’avvento del Franchismo, i vecchi nemici furono perseguitati o ridotti al silenzio, ma a Granada per lunghi anni la modesta casa di campagna dei Lorca restò comunque in piedi.

Negli anni Settanta l’espansione edilizia di Granada ingoiò tanti spazi circostanti e anche la casa dei Lorca rischiava di essere abbattuta. Ma il fratello del poeta sostenuto da molti cittadini animò una protesta per far bloccare il progetto di urbanizzazione della zona con la creazione di un parco. La notizia arrivò alle orecchie di Franco che ritenne giusta la protesta e la casa continuò ad essere monumento a memoria di un grande poeta e negli anni meta fra le mete turistiche di Granada.

Fra gli itinerari italiani della cultura quante volte, nella sosta a Recanati, sono riecheggiati nella mente e nel cuore i versi leopardiani ispirati dal genio ma anche dalla dolcezza del paesaggio marchigiano, in un tempo sospeso in un luogo sospeso. Eppure il denaro che aveva tanto condizionato e amareggiato la vita di Leopardi torna a rompere quel silenzio. Già vino e olio sono stati battezzati con i titoli e versi dei Canti.

La zona dell’”ermo colle” sottoposta a vincoli paesaggistico dal 1955, rischia, dopo la sentenza del TAR favorevole alla proprietaria, di diventare un residence a seguito della richiesta di trasformazione di una o più case coloniche in unità residenziali. Nonostante il parere contrario della Sovrintendenza , il TAR si è limitato a giudicare le carte e la speranza di una marcia indietro è riposta ora nel Consiglio di Stato. Sconcerto, indignazione, no, solo tanta amarezza. Dopo una distratta occhiata a quello che fu un “ermo colle”, tanti o pochi turisti si avventeranno su fumanti vincisgrassi e saporiti ciauscoli innaffiati dal fresco verdicchio marchigiano.

articolo pubblicato il: 26/08/2013 ultima modifica: 13/09/2013

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