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arte e mostre
"Tra Russia e Italia"

Mikhail Koulakov al Centro Statale Russo di Scienza e Cultura di Roma


LUOGO : Centro Statale Russo di Scienza e Cultura, Palazzo Santacroce, Piazza Cairoli 6 00186 Roma
ARTISTA : Mikhail Koulakov
TITOLO MOSTRA : 80 anni tra Russia e Italia Un ponte tra due culture
INAUGURAZIONE: 10 settembre 2013 ore 18
DURATA : fino al 27 settembre 2013
ORARIO : da lunedì a venerdì ore 9 –18 sabato 10-14 Chiuso: domenica, feste nazionali russe e italiane
PRESENTAZIONE: Enrico Crispolti
A CURA DI : Marianna Molla Koulakov
CATALOGO: 25 riproduzioni a colori e testi in italiano, russo ed inglese, Editrice Artistic & Publishing Company e un catalogo on line in lavorazione
TESTI CRITICI: Enrico Crispolti e Zinaida Starodubtseva
IN COLLABORAZIONE CON : Rappresentanza di Rossotrudnichestvo in Italia , Associazione Culturale SLAVIA
PATROCINI: Ambasciata della Federazione Russa in Italia, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico Roma Capitale
SPONSOR: Azienda Agricola San Rocco, Treviso

Mikhail Koulakov, moscovita d’origine e italiano di adozione dal 1976, rappresentante di spicco dell’ avanguardia sovietica del dopoguerra e uno dei fondatori della nuova astrazione in Russia, festeggerà i suoi 80 anni presentando circa 40 opere eseguite in Russia e in Italia nelle tre sale del Centro russo di Roma.

La mostra sarà accompagnata dalla proiezione di un documentario su Koulakov e da una piccola esposizione di foto storiche.

All’inaugurazione prenderanno la parola: Oleg Ossipov, Direttore del Centro, Enrico Crispolti, Storico d’arte, Maria Vittoria Marini Clarelli, Sovraintendente della Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma, Aleksei Bukalov, Direttor Itar-Tass di Roma ed altri personaggi ed amici sia russi che italiani

Dopo la visita della mostra seguirà un brindisi in onore degli 80 anni del Maestro e dello Storico d’Arte

“…Trasferitosi in Italia dal 1976 è venuto quindi sviluppando in modo originalmente nuovo le esperienze precedenti, nelle quali, attraverso un linguaggio pittorico attuale, erano comunque evidenti legami con la tradizione russa, sia colta, sia popolare. Lavorando a Roma ha allargato la dimensione del proprio immaginario, non soltanto approfondendo il dialogo con le proprie radici, ma spingendosi verso l’estremo oriente, che rappresenta comunque certamente una componente della cultura russa. Il rischio di perdere un identità allontanandosi dai luoghi della propria formazione e delle proprie esperienze, della prima raggiunta maturità, Koulakov lo ha schivato con naturalezza scavando nella propria interiorità e ritrovandovi una prospettiva più ampia rispetto a quella delle proprie origini. Così, paradossalmente anziché occidentalizzarsi , appiattirsi cioè sui modelli d’avanguardia occidentale, si potrebbe dire si è in un certo modo orientalizzato. Ma proprio così, se ha portato nella situazione italiana ed europea occidentale la presenza di una diversità culturale pur nell’aperta realtà di un comune linguaggio d’avanguardia ( segnico, gestuale soprattutto), in effetti è venuto sviluppando in tale situazione di dialogo che soltanto la sua formazione russa poteva motivare: appunto l’apertura verso un’Oriente inteso quale luogo ideale dell’attività contemplativa e della massima densità spirituale, del sospeso tempo del puro evento d’epifania spirituale….”.
Enrico Crispolti

“Koulakov è poeta dei nostri tempi e lo è in piena coscienza e grande sensibilità”
Claudio Strinati

…. “La drammaticità nelle opere di Koulakov viene conseguita attraverso particolari procedimenti compositivi: egli versa il colore sulla superficie della tela, lo spruzza, lo spande mescolandolo non sulla tavolozza, bensì direttamente sulla tela. Nel contempo nelle sue opere Koulakov si manifesta come un erede della scuola russa dell’arte informale, principali rappresentanti della quale sono stati V. Kandinskij, V. Matjušin, A. Ròdčenko ecc.”
Nadežda Musjankova, Responsabile scientifica della Galleria Tret’jakòv

-----“ Le sue opere pittoriche e le sue installazioni costituiscono una ricca sintesi delle tradizioni russa, europea, americana e orientale. …il suo rapporto altamente espressivo, quasi viscerale, con la superficie della tela o del foglio di carta fanno pensare all’incisione operata da un chirurgo col bisturi o al rullo di tamburo di uno sciamano…
John Bowlt e Nicoletta Misler

www.koulakov.net

articolo pubblicato il: 22/08/2013

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