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arte e mostre
performance

alla Biennale Internazionale d'Arte di Venezia


55° Biennale Internazionale d'Arte di Venezia. Storico palazzo Ca’ Zanardi 17 agosto 2013 ore 18.00 Performance di Rosa Didonna

“ La Sibilla magica . Arte - La Mia Seconda Pelle” ancella ketty Di Bari

La mostra " Clouds " si svolgera' dal 17 al 25 agosto nel centro di Venezia all'interno del prestigioso edificio storico di Ca' Zanardi ( nei pressi di Ca' d'Oro ), in concomitanza con la 55. Biennale Internazionale d'Arte di Venezia. La Sibilla magica. Arte - La Mia Seconda Pelle” Rosa Didonna presenta al popolo veneziano il mito della “Sibilla” nella prestigiosa dimora storica del XVI secolo Ca’ Zanardi, nei pressi di Ca' d'Oro. Nella storia di Venezia si narra attraverso il linguaggio del mito: della fata buona che donava bellezza e benevolenza ai luoghi dove dimorava fra le acque veneziane.

Esiste una curiosa Sirena che è identificata con il nome di "Fata Sibilla", una fata buona che, con le sue ancelle, di tanto in tanto scende a mare, per insegnare l'arte della filatura e della tessitura ai giovani del porto. Spesso amore e amicizia si intrecciano; in passato la sibilla, solita viaggiare per terre lontane approda nella laguna veneziana e resta ammaliata dallo splendore del fantastico labirinto non solo acquatico, ricco com'è di rii, che diventano quasi un sistema circolatorio di un corpo vivo, vibrante, ma anche terreno, un unicum nel suo genere. La sibilla decide di vivere in questa terra e di dimorare nel palazzo storico “Ca’ Zanardi”.

Il 17 agosto 2013 la Sibilla decide di dare una festa in onore del popolo veneziano attraverso una danza che simboleggia l’unità dei popoli universalmente presentata mediante la creazione di una pala di altare vivente in cui la sirena diviene pilastro portante del bene. L’incontro tra la Sirena e gli invitati dà inizio al rito dell’unzione dell’olio Sacerdotale con lo svecchiamento dell’Arte che ridona giovinezza e vigore alla Sirena, fata sibilla. L’artista presenta il mito della Sirena, mito molto antico che ha attraversato i millenni conservando il fascino della superstizione primitiva dalla quale trae origine. La sua fama è legata a varie vicende storiche e mitologiche come i racconti omerici sul viaggio di Ulisse. Col passare del tempo il mito della Sirena ha subito numerosi adattamenti dovuti alle differenze etniche, culturali e psicologiche delle antiche popolazioni che abitavano il Mediterraneo. Vivo è il suo ricordo nella letteratura ed in particolar modo nell’arte. Nella mitologia greca e romana esisteva una particolare Sirena, la Sibilla Cumana, che era una delle più importanti figure profetiche, nonché sacerdotessa.

L’artista, Rosa Didonna, vuole evidenziare come nella società odierna si ha bisogno della collaborazione reciproca tra gli uomini soprattutto nel contesto in cui si vive. Il messaggio dell’artista non ha confini e assume la stessa valenza in ogni parte del mondo, sia esso vicino o lontano dal territorio in cui si vive. Rosa Didonna si muove a modo di bacchetta magica eseguendo il rito della trasformazione, oro, luce, fuoco, metamorfosi, alchimie, passaggio dalla finzione della vita ingrata, alla luce di una dea che conduce sulla retta via con il segno, il gesto e l’azione. L’artista crea un suo secondo io, mette in palcoscenico la performance “Arte - la mia seconda pelle” con l’ausilio di un fluido da se stessa creato, composizione che rappresenta lo svecchiamento del mondo dell’arte nella nostra società odierna. Il suo corpo è supporto di una “opera vivente” e la pelle tela pronta ad ospitare pennelli e colori. L’arte è la muta che indossa affinché tutti possano intervenire nell’opera strappandole le scorie e attraverso le sue vene il sangue scorre dalle ferite apparentemente procurate, offrono il sacrificio all’intero mondo divenendo sorgente di grazia universale.

articolo pubblicato il: 12/08/2013

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