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cronache
data center diventano ecosostenibili

per contrastare il picco estivo


Cavi a bassa dispersione, un progetto per il fotovoltaico e un altro per il riutilizzo del calore, ma soprattutto un sistema di free cooling che, con l’uso dell’aria esterna, già oggi permette di tenere spenti i tradizionali sistemi di condizionamento per oltre 290 giorni all’anno. Questi gli accorgimenti adottati da InAsset, azienda di Pasian di Prato (UD) che gestisce un data center di 1.800mq che fornisce servizi di hosting, housing, backup e disaster recovery per centinaia di aziende clienti. «Stiamo attuando un processo per ottenere la qualifica di Green Data Center –conferma il direttore tecnico di InAsset Michele Petrazzo– e il primo passo è stato proprio implementare un sistema di raffreddamento dei locali che, quando le condizioni ambientali lo permettono, capta e tratta l’aria esterna per mantenere la temperatura adatta al funzionamento dei macchinari. L’uso del free cooling è massiccio: più di 7.000 ore l’anno, l’80% del tempo».

Pochi lo sanno, ma il risparmio energetico è una questione importantissima per chi gestisce un data center, grande o piccolo. «Le macchine sono in funzione 24 ore su 24 –spiega il vicepresidente e amministratore delegato Manuel Pascolat–, l’alimentazione energetica dev’essere garantita per il 100% del tempo e in più le apparecchiature disperdono grandi quantità di calore, perciò i locali in cui si trovano devono essere costantemente raffrescati per garantire l’attività». Considerando che oggi al mondo esistono 7,5 milioni di data center, che queste strutture rappresentano ormai l’1% dei consumi energetici dell’umanità e che questi numeri sono in continua crescita, sono evidenti i problemi di costi e di impatto ambientale che derivano dall’utilizzo sempre più massiccio delle tecnologie digitali, il cui cuore operativo è rappresentato appunto dai data center.

L’estate, in particolare, è il periodo in cui i data center si trasformano in mostri energivori, ma le soluzioni per risparmiare e minimizzare l’impatto ambientale esistono. Continua sempre Pascolat: «Oltre a predisporre il sistema di free cooling, InAsset ha recentemente ricablato le sue strutture con una disposizione dei cavi ottimizzata per la dispersione di calore. Inoltre abbiamo un progetto per alimentare il data center con un impianto fotovoltaico e per riutilizzare negli uffici il calore prodotto dai macchinari». Tutti investimenti che permetteranno all’azienda di risparmiare e soprattutto evitare di produrre 105 tonnellate all’anno di CO2 e che qualificheranno la struttura di Pasian di Prato come “Green Data Center”.

articolo pubblicato il: 06/08/2013

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