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spettacolo
"La Sibilla. Arte. La mia seconda pelle"

a Venezia


55° Biennale Internazionale d'Arte di Venezia. Storico palazzo Ca’ Zanardi 3 agosto 2013 Performance di Rosa Didonna

“ La Sibilla. Arte - La Mia Seconda Pelle” “Ad-Art - Mostra d'Arte "DREAMS" “ La Sibilla. Arte - La Mia Seconda Pelle” Rosa Didonna presenta al popolo veneziano il mito della “Sibilla” nella prestigiosa dimora storica del XVI secolo Ca’ Zanardi, nei pressi di Ca' d'Oro. Nella storia di Venezia si narra attraverso il linguaggio del mito: della fata buona che donava bellezza e benevolenza ai luoghi dove dimorava fra le acque veneziane. Venezia è quindi un esempio fantastico di un labirinto non solo acquatico, ricca com'è di rii, che la collegano e che diventano quasi un sistema circolatorio di un corpo vivo, vibrante, ma anche terreno, ricca com'è di calli, calette, sottoportici, rive, salizzade, campi e campielli, ma che diventa acquatico quando l'acqua alta sommerge tutto e la rende un unicum. Ecco quindi l'immagine e l'essenza di questa città unica al mondo: uno straordinario labirinto terreno-acquatico che la rende sempre e comunque diversa in ogni momento della sua e della vita dei suoi abitanti, confermando quindi l'essenza vera di Venezia, città d'acqua, nata nell'acqua e mutevole come le maree, dolcissima nei suoi giorni di calma, fantastica nell'iridescenza delle sue onde e abbandonata, come una donna innamorata, all'amore del suo mare e della sua laguna! Esiste una curiosa Sirena che è identificata con il nome di "Fata Sibilla", una fata buona che, con le sue ancelle, di tanto in tanto scende a mare, per insegnare l'arte della filatura e della tessitura ai giovani del porto. Spesso amore e amicizia si intrecciano; in passato la sibilla si era innamorata di un giovane pescatore che durante un tempesta non fece ritorno e la sirena proseguì i suoi viaggi vaganti .

Il 3 agosto 2013 la Sibilla torna a Venezia nel luogo dei ricordi del suo amore perduto. Lui invece stava li ad aspettarla fiduciosamente. Con grande sorpresa festeggia il ritorno della Sibilla nella sua città d’arte attraverso una danza che simboleggia l’unità dei popoli universalmente presentata mediante la creazione di una pala di altare vivente in cui la sirena diviene pilastro portante del bene. L’avvenuto ricongiungimento tra la Sirena ed il popolo danzante dà inizio al rito dell’unzione dell’olio Sacerdotale con lo svecchiamento dell’Arte che ridona giovinezza e vigore alla Sirena, fata sibilla. L’artista presenta il mito della Sirena, mito molto antico che ha attraversato i millenni conservando il fascino della superstizione primitiva dalla quale trae origine. La sua fama è legata a varie vicende storiche e mitologiche come i racconti omerici sul viaggio di Ulisse.

Col passare del tempo il mito della Sirena ha subito numerosi adattamenti dovuti alle differenze etniche, culturali e psicologiche delle antiche popolazioni che abitavano il Mediterraneo. Vivo è il suo ricordo nella letteratura ed in particolar modo nell'arte. Nella mitologia greca e romana esisteva una particolare Sirena, la Sibilla Cumana, che era una delle più importanti figure profetiche, nonché sacerdotessa. L’artista, Rosa Didonna, vuole evidenziare come nella società odierna si ha bisogno della collaborazione reciproca tra gli uomini soprattutto nel contesto in cui si vive. Il messaggio dell’artista non ha confini e assume la stessa valenza in ogni parte del mondo, sia esso vicino o lontano dal territorio in cui si vive.

articolo pubblicato il: 26/07/2013

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