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editoriale
cronache politiche
di Gabriele V. R. Martinelli

Come ricorda il Corriere online, il 22 gennaio l’allora segretario PD Pier Luigi Bersani, in piena campagna elettorale, disse al Tg 2: “Nell’ambito delle spese militari bisogna assolutamente rivedere il nostro impegno per gli F35. La nostra priorità non sono i caccia, la nostra priorità è il lavoro”. In data 16 luglio Nicola Latorre (Pd) ha detto “Una grande forza riformista non può sottrarsi alla sfida di garantire all'Italia un sistema di difesa adeguato al suo ruolo internazionale”. L’acquisto degli F35 fu preventivato da Beniamino Andreatta, Ministro dell’allora Governo Prodi. Delle due l’una: o Bersani mentiva spudoratamente o il PD è un partito allo sbando che non sa che pesci pigliare.

Ma il PD è in ottima compagnia; Alfano ha detto che non sapeva niente del pasticciaccio dell’espulsione e che la polizia ha eseguito le procedure. Anche qui delle due l’una, anzi delle quattro due: se le procedure sono state quelle giuste non dovrebbero cadere teste come sta avvenendo (o volando stracci, a scelta) e se Alfano non sapeva niente o mente o fa la figura di “non diciamo niente al nonno”; ma un Ministro, anziano o giovane che sia, non può avere un capo di Gabinetto che fa quello che gli pare.

Ai primi di giugno la notizia dell’espulsione era già di pubblico dominio, meno che per il Ministro (o Ministra) degli Esteri Emma Bonino, che aspetta il 15 luglio per chiedere spiegazioni all’ambasciatore kazako, quando lo scandalo è sui media internazionali da giorni e giorni. Anche qui come diceva Petrolini i casi sono due: o è finito l’attivismo di colei che si vantava di aver praticato migliaia di aborti clandestini con una pompa da bicicletta (vedere le foto in Internet) o alla Farnesina dicono “non diciamo niente alla nonna”.

Laura Boldrini esulta perché la RAI non manderà in onda Miss Italia. Ci ricorda anni lontanissimi, quando nel mondo le ragazze andavano in minigonna ma le italiane indossavano il gonnellone ed il cappottone alla Guardia rossa (che avevano il merito di nascondere le gambe non depilate “alla femminista”).

Calderoli definisce la Kyenge un orango e qui il caso è uno ma di duplice effetto: rafforzamento della posizione politica del Ministro ed allontanamento dalla Lega degli elettori che hanno almeno compiuto la scuola dell’obbligo.

Per il resto le solite notizie; D’Alema e Veltroni che ogni tanto escono dai loculi per dimostrare che sono ancora vivi, il debito pubblico sempre più alto malgrado il Governo Monti (ma è schizzato in alto proprio durante il Governo Monti), l’INPS che sprofonda grazie alla Riforma Fornero (con tutta la lacrimuccia non aveva capito che lo Stato ai suoi dipendenti i contributi li pagava in modo meramente virtuale) e via col tango.

Sinceramente, invece di seguire le cronache politiche sarebbe più utile dedicarsi allo studio della chitarra battente, fondamentale per l’esecuzione della tarantella.

articolo pubblicato il: 16/07/2013 ultima modifica: 17/07/2013

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