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"Softly"

personalità della Goddard

di Lf

Un articolo di Guido Olimpio sulle molestie che avvengono nel mitico corpo delle Giubbe Rosse è apparso sul Corriere della Sera corredato da una foto in cui appaiono Paulette Goddard e Preston Foster nel film “Giubbe rosse” (North West Mounted Police) del 1940, diretto da Cecil B. De Mille. Altri interpreti furono Madeleine Carrol e Gary Cooper, che per un periodo della Goddard fu l’amante. Non fu l’unico, ovviamente, dato che la Goddard era una gran donna che quanto al sesso non si negava nulla. Una volta fu trovata da un suo caro amico mentre si esibiva sotto un tavolo con un tipo, senza preoccuparsi dell’eventualità di venire scoperta.

Della vita della Goddard si sa quasi tutto, i matrimoni con due giganti, uno del cinema e l’altro della letteratura, come Charlie Chaplin ed Erich Maria Remarque, la sua storia con George Gershwin; meno che fu una grande scopritrice, protettrice e finanziatrice di artisti plastici e figurativi. Fu lei a scoprire, tra molti altri, un genio come Andy Warhol e non fu estranea, così si dice, al successo della coppia Frida Kahlo e Diego Rivera. Quando morì, nel piccolo centro della Svizzera Italiana in cui anni prima si era ritirata con Remarque, lasciò una cifra iperbolica ad una sua Fondazione newyorchese per aiutare gli artisti emergenti.

Giorgio de Dauli, che le fu grande amico, ha in mente un film su di lei, che dovrebbe intitolarsi “Softly”, nel quale ricordare particolari inediti o poco conosciuti della Goddard, come il fatto che, per conoscere Charlie Chaplin, si appostò nell’appartamento di una sua amica vicina di casa del regista. Ebbe la parte in Tempi moderni e l’amore di Charlot, una storia che finì dopo “Il grande dittatore” perché la Goddard, che in realtà si chiamava Levy ed era di origine ebrea, avrebbe voluto un film più duro e di denuncia di quello che effettivamente Chaplin girò con lei protagonista femminile.

La Goddard fu la regina di una festa a Riccione il 21 agosto del 1965, quasi come risposta al film “Gli indifferenti”, dell’anno prima, in cui lei aveva avuto una parte ma non le era piaciuto, nonostante il grande successo di pubblico e di critica. Quella sera, che vide la presenza di tante personalità dello spettacolo, come il basso Nicola Rossi-Lemeni, Alberto Sordi ed Anna Magnani. Fu Nannarella, che era vestita di nero, a criticare le scarpe Ferragamo e l’abito bianco disegnato da Giorgio de Dauli della Goddard. Avendo inavvertitamente udita la critica, la diva americana commentò con alcuni ospiti che qualcuno aveva insegnato alla Magnani la recitazione ma nessuno l’educazione.

articolo pubblicato il: 10/07/2013 ultima modifica: 21/07/2013

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