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la legge di Murphy
di Vittorio Sordini

«Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci Sarà la punizione del suo principio astratto dell'Uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull'uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento.»

E’ sufficiente un confronto familiare mentre si consuma convivialmente un pasto, leggere un quotidiano, ascoltare una trasmissione di approfondimento su temi di attualità, prestare attenzione al chiasso assordante delle “vuvuzelas” chiamate anche lepatata (in lingua tswana) (giornalisti, opinionisti, commentatori….che si occupano di politica ed economia) per capire che quelle parole scritte nel Journal intime nel 1871 da Henri Frédéric Amiel oggi sono talmente d’attualità da rendere tangibile il fatto che quello che oggi è una foresta prima è stato un albero e prima ancora un seme.

Oggi ci si deve interrogare se essere agnostici rispetto ai fenomeni che ci stanno travolgendo è un diritto o un delitto. Oggi si vive in un mondo dove si arriva a confondere il diritto a non essere discriminato per il proprio orientamento sessuale, con l’ossessione di non voler ammettere che in qualsiasi Religione, laicismo in testa, la coppia adatta alla procreazione è il nucleo di base della Società e quindi deve essere protetta.

Potenti lobby orientano il sentire comune in ogni campo della nostra vita quotidiana; la globalizzazione ha portato alla diffusione universale di informazioni che vengono lette nei vari angoli del mondo in modo diverso perché elaborate con diversi livelli culturali e di costume nel senso più ampio del termine. Tutto ciò genera grande confusione e troppo spesso quello che appare come una scintilla che può portare ad un innalzamento di un popolo, in seguito, ad un esame più attento, si rivela l’ennesima disfatta della democrazia: basti pensare a quella che è stata chiamata azzardatamente “la primavera araba”.

Vogliamo cullarci nell’essere agnostici: così da liberare il vissuto dal contingente, dal personale, e donargli un anelito di "validità universale", nei fatti tuttavia inesistente, così come ci suggerisce Arthur Bloch nella “Legge di Murphy”; oppure vogliamo vestire i panni di moderni martiri che giorno dopo giorno contribuiscono alla custodia dei “Valori”, come il “Sacro Fuoco” era vegliato e protetto dalle “Vestali”.
www.sorvittor.blogspot.com

articolo pubblicato il: 02/07/2013 ultima modifica: 14/07/2013

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