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editoriale
Signore e Signori
di Gabriele V. R. Martinelli

Sono passati più di due mesi da quando il Governo ha prestato giuramento. Si tratta di un Esecutivo che vanta una maggioranza vasta quanto quella che sosteneva il Governo Monti, una di quelle maggioranze che sulla carta permetterebbe di cambiare completamente il Paese, se solo se ne avesse la volontà.

Il professor Monti fece a suo tempo roboanti dichiarazioni di voler cambiare tutto e di salvare l’Italia; non ha cambiato niente, lasciando i tagli alla spesa alle buone intenzioni e se ha salvato qualcosa è stato il sistema creditizio.

Qualcuno dirà che due mesi sono pochi per giudicare un Governo, ma questo è giusto in tempi normali, non dopo anni di una crisi di cui non si vede la fine. In questi due mesi è stato rinviato il pagamento dell’IMU e l’aumento dell’IVA, ma rinviare è il contrario dell’affrontare un problema, comunque lo si voglia risolvere. Stendiamo un velo pietoso sull’abolizione delle province, che stanno lì dai tempi del Re Galantuomo e ci resteranno nei tempi a venire, con tutto ciò che alle province è connesso, Prefetture, Questure, Motorizzazione, Dogane, uffici vari. Il pacchetto lavoro dovrebbe portare duecentomila posti ai giovani (i vecchi che nessuno assume e che non hanno l’età per la pensione possono schiattare). Vedremo, ma per il momento l’unica conseguenza che si è vista è quella di un padre che ha telefonato alla scuola del figlio pregando che il giovane fosse bocciato all’esame di Stato, dato che una delle condizioni che il pacchetto prevede è quella di avere solo la Licenza di terza media. Sembra pazzesco, ma è proprio così. L’Italia che ha la più bassa percentuale di laureati e diplomati d’Europa è pronta ad offrire manovalanza a basso costo agli ipotetici investitori.

La Ministra (come si dice adesso) Idem si è dimessa per un peccatuccio che se fosse stato commesso in Germania da un Ministro di origine italiana avrebbe provocato uno sdegno contro l’Italia e gli italiani da provocare chissà quali reazioni. La sua collega Kyenge partecipa a cerimonie organizzate da alcuni Comuni di consegna della cittadinanza simbolica ai figli degli immigrati in nome dello ius soli; sarebbe interessante sapere se le idee professate dalla Ministra siano espressione del Governo nel suo insieme. Quanto ai due marò ancora trattenuti in India, la Ministra Bonino ha dichiarato che non possiamo lamentarci dei tempi dei processi indiani, considerata la lentezza della nostra giustizia, che è come dire che stiano laggiù e preghino di non finire sul patibolo.

Non vorremmo apparire maschilisti parlando male di tre signore. Non c’è problema: se le cose continuano così non mancherà occasione di parlare con schiettezza di qualche loro collega maschio.

articolo pubblicato il: 02/07/2013

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