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cronache
giovani pittore per il Palio

a Gualdo Tadino


Gualdo Tadino. Il mattino dell’ultima domenica di Settembre trova l’intera cittadina già risvegliata dall’atmosfera ineguagliabile della grande festa medievale “Giochi de le Porte”. Ogni anno, ogni abitante, lascia il proprio quotidiano per calarsi nell’interpretazione di se stesso in una recuperata spettacolare dimensione, il ritorno alle origini di un tempo straordinario che, per incanto, risorge inalterato. Sfide, tornei, giochi, musica, luci, profumi, sapori, abiti, colori. Una magia che si ripete, ogni volta, con sempre più forza espressiva, contaminando di entusiasmo un ampio territorio sospeso tra arte, storia, modernità, dove il fattore distintivo rimane il rispetto per la tradizione unito alle esigenze di un mercato in continua ricerca di luoghi “esclusivi” da conoscere, praticare e vivere. Un evento che esce, ormai, dai confini regionali per proporsi come manifestazione di grande prestigio ed appeal turistico. Un teatro a cielo aperto dove un’intera comunità mette in scena una superba performance evocativa. Un corteo storico, con mille personaggi in magnifici costumi, sfila tra un pubblico sempre più numeroso, riproponendo mestieri, corporazioni, storie e leggende della Gualdo del XV secolo.

Esibizioni di sbandieratori, che per maestria indiscussa vengono invitati anche in molte altre città italiane ed estere. Antiche gare che si alternano, in ben tre giorni ed in quattro fasi, per la conquista dell’ambito Palio dedicato al Patrono San Michele Arcangelo. Una rievocazione perfetta delle giostre equestri che caratterizzavano proprio le celebrazioni patronali delle quali affiorano riferimenti certi dal 1428, infatti, in tale anno, il massimo Consiglio cittadino stabilì, con tanto di Decreto, lo svolgimento di una grande fiera della durata di otto giorni e l’esonero delle tasse per favorire il commercio locale in tale periodo. Una conferma della vocazione turistica di Gualdo Tadino che parte, dunque, da molto lontano. “Oggi”, come ci illustra il Presidente dell’Ente “Giochi de le Porte” Antonio Pieretti, “da quando nel 1970 la Pro Tadino, affiancata da storici gualdesi, decise di riformulare un evento che potesse dare lustro e maggiore visibilità alla città, gli elementi di novità inseriti sono diventati ulteriori fattori di successo che abbiamo cercato di consolidare, tra questi, oltre ai caratteristici tiro con la fionda e tiro con l’arco, è risultata molto avvincente la corsa con il carretto trainato dal somaro con alla guida auriga e frenatore, così come la corsa decisiva a pelo per decretare il vincitore.”

Sempre nel 1970 la città fu divisa in quattro Porte che presero il nome da quelle che si aprivano lungo la cinta muraria realizzata nel 1242 da Federico II. Il loro nome è riferito ad altrettanti abbazie, pievi e monasteri del comprensorio. Nomi ora popolari e familiari a tutti: San Donato, San Facondino, San Martino, San Benedetto. Sono proprio queste “fazioni” a contendersi il Palio, che, come spiegato dal Priore Responsabile della Commissione Artistica, Roberto Cambiotti, riveste un valore iconografico non marginale sul quale l’Ente Giochi, per ruolo e missione, non poteva non coinvolgere, ogni volta, artisti di grande livello in grado di realizzare un’opera rispondente alla passione e all’impegno mostrato dai vincitori e dagli innumerevoli sostenitori.

Il Gonfaloniere Fabio Pasquarelli, conferma la soddisfazione dell’intero Ente promotore per aver assegnato il compito di rendere ancora più prezioso il Palio 2013 all’indiscutibile talento artistico di Jacopo Scasselati. Un artista giovane, ma non una promessa, in quanto già assunto agli onori del panorama artistico italiano con temi straordinari legati al mito, a personaggi immortali nei quali l’uomo si rispecchia cercando una verità allegorica, profonda e ampia come le pareti del tempo. “Se fosse nato nel Rinascimento, questo giovane sarebbe già un Maestro”, ha commentato Vittorio Sgarbi, suo padrino artistico e grande estimatore. Nato a Sassari, ma di origini gualdesi, Jacopo torna nella sua città e nella sua regione, da dove ripartirà anche con una mostra e un nuovo catalogo curato dal Polo Museale diretto da Catia Monacelli, un Polo di avanguardia che riesce ad attrarre continuo interesse sia mediatico che di pubblico proprio grazie alla capacità di intuire, cogliere e gestire, i fenomeni dell’arte contemporanea. Quindi, se “palio" deriva per estensione dal latino pallium, mantello, drappo di stoffa consegnato in premio, a Gualdo Tadino il Palio si è trasformato in un’autentica rappresentativa opera d’arte, per la quale vale la pena di cimentarsi con valore nei tornei e nel programma ricco e affascinante, che potrà essere seguito in progress e in dettaglio nel sito www.giochideleporte.it.

articolo pubblicato il: 13/06/2013

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