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cronache
"Pic e Nic"

a Trevi


Si è conclusa con un elegante tango nella sala di Salomone in Villa Fabri la VI edizione di Pic&Nic a Trevi.

Questo anno Pic & Nic a Trevi, è stato soprattutto, un momento di riflessione sull’importanza di mettere in rete le piccole realtà territoriali identitarie dell’Umbria, come emerso in maniera forte dalla tavola rotonda che si è tenuta sabato 8 giugno alle ore 11.00 a Villa Fabri, dal titolo “Papaveri e turisti tra gli ulivi. Gli aspetti emozionali del viaggiare lento”. In questo momento in cui le forze di un solo soggetto non bastano a promuovere territori, soggetti, aziende - dice Paolo Morbidoni, Presidente dell’associazione Strada dell’Olio Dop Umbria, che ha organizzato la manifestazione - diventa sempre più importante creare sinergie, fare rete. Questo il nodo centrale dell’incontro di apertura di Pic Nic, che è stato pensato questo anno come un evento di transizione, per valutare possibili ulteriori sviluppi in un ambito più vasto di quello locale, con l'obiettivo di condividere oneri e massimizzare i risultati. Per questo motivo il testimone organizzativo è passato dal Comune di Trevi alla Strada dell’Olio Dop Umbria, ovviamente in collaborazione con l'ente locale e la Camera di Commercio di Perugia. In questa ottica la Strada dell’Olio ha creduto opportuno farsi carico dell’evento, affinché già dalla prossima edizione del 2014, si possa pensare ad un evento regionale con una formula aperta a tutti i comuni ad alta vocazione olivicola dell’Umbria.

A moderare gli interventi della tavola rotonda di sabato scorso è stato Federico Fioravanti giornalista di www.umbriatouring.it web magazine di turismo. Rita Bertazzoni, giornalista della prestigiosa rivista di viaggi “Dove” ha sottolineato che i lettori amano l’Umbria "perché terra di continue scoperte, di luoghi insoliti, silenziosi e in qualche modo mistici. L’Umbria terra di Santi infatti, porta con se una luce che attira le persone amanti di un turismo mite, lento, in cui la cura dei dettagli, l’accoglienza, la genuinità sono il fulcro del piacere dello stare in Umbria." A teorizzare l’importanza del fare rete, dell’importanza del turismo “Slow” e rurale, sono state le due docenti dell’Università di Perugia Paola De Salvo e Viviana Calzati, autrici del libro “Territori lenti e turismo di qualità. Prospettive innovative per lo sviluppo di un turismo sostenibile”, volume che affronta il tema della qualità legato a quello della lentezza, caratteristica entrata nello stile di vita della società post-moderna e possibile nuova sfida per le future politiche di sviluppo territoriale. Questi due fattori costituiscono, insieme all’identità territoriale, quel patrimonio intangibile del territorio, capace di incrementarne il valore aggiunto, la competitività e il benessere della comunità locale. Al dibattito sono intervenute anche le responsabili del Museo del vetro di Piegaro, del Museo della canapa di S.Anatolia di Narco e del Museo della Civiltà dell’Olivo di Trevi che hanno raccontato le loro esperienze slow.

A portare poi le proprie testimonianze sono state Laura Saleggia titolare del Blog “4 piedi e 8.5 pollici” e dell’omonima osteria che intrecciando la sua passione per la “sua” Umbria, il suo lavoro come oste e le possibilità offerte dal web e dai social network, è ora una opinion leader seguita nel suo blog da centinaia di persone che vogliono conoscere l’Umbria fidandosi delle sue indicazione su cosa fare in Umbria e cosa visitare.

Francesca Brozzi responsabile del Museo della Civiltà dell'Olivo di Trevi, uno dei pochi musei tematici e pubblici in Italia, ha raccontato che il museo di Trevi offre un racconto per creare un’emozione nel visitatore e farlo entrare nella cultura territoriale. Il museo racconta, non tanto il ciclo di produzione del’olio, quanto piuttosto l’intreccio che c’è tra la cultura tradizionale trevana con la coltura dell’olivo, questa la base, ha detto la Brozzi, della sinergia tra il museo e il turismo lento, perchè la cultura dell’olio è legata alla lentezza, come la altre attività agricole, segue infatti, la stagionalità nel rispetto del tempo.

A seguire l’intervento di Glenda Giampaoli responsabile del Museo della canapa di S. Anatolia di Narco dove si racconta l’identità del territorio perché fino al 1955 nel territorio di S. Anatolia veniva coltivata la canapa, quindi scopo del museo è la trasmissione della memoria. Il Museo è diventato anche un motivo di rilancio economico del territorio, oltre ai visitatori che lo frequentano, infatti ne è nata un’azienda agricola che si occupa di coltivazione della canapa e alla quale, anche in rete con altre aziende del luogo, sono stati commissionati diversi lavori. Una particolarità del Museo è che sono stati chiesti dei finanziamenti per ristrutturazione degli edifici museali con tecniche che uniscono all’uso della calce anche l’uso della canapa stessa. È stata poi la volta di Chiara Berichillo del Museo del vetro di Piegaro esempio di identità territoriale ed esempio di archeologia industriale perché il museo sorge dove c’era un vecchio vetrifico infatti è presente, all’interno del museo l’ultima colata di vetro fatta dal vecchio vetrificio Questi piccoli musei lavorano sull’esperienza, sulla trasmissione delle tradizioni, sono una porta aperta sul territorio perché le persone entrano per vedere, ma anche per provare, per fare dei laboratori, impegnando il loro tempo per apprendere conoscenze rispetto a vecchi ma tuttora attuali, mestieri. A chiudere gli interventi, l’esperienza dell’azienda Al Vecchio Frantoio F.lli Bartolomei, ad esporla Rita Bartolomei, che fa parte di una famiglia di produttori di olio della zona dei colli orvietani, la loro esperienza è significativa perché hanno avuto l’intuizione di investire per poter mostrare e raccontare il loro lavoro. Nell’intento di valorizzare e far conoscere la vita agricola umbra, hanno infatti creato all’interno dell’azienda un Museo dell’Olio raccogliendo vecchi macchinari e utensili d’epoca relativi alla coltura dell’olivo. L’esposizione è ideata come percorso attraverso le fasi di produzione dell’olio di oliva, il visitatore viene guidato alla scoperta dei segreti di una coltura che risale ad oltre 6000 anni fa e che ha segnato tutto il territorio Umbro. Il Museo pur essendo privato, funge da magnete di attrazioneturistica anche per tutto il territorio circostante. La Tavola rotonda è quindi stato un momento simbolico di tutto l’evento Pic & Nic a Trevi, poiché spazio di riflessione sull’importanza di mettere in rete le piccole realtà territoriali identitarie dell’Umbria, come sta facendo ormai da anni l’Associazione Strada dell’ Olio Dop Umbria che unisce la qualità di più di 100 aziende tra produttori di Olio Dop Umbria, strutture ricettive, della ristorazione e dei servizi, nel suo progetto di promozione e marketing turistico territoriale.

articolo pubblicato il: 12/06/2013

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