torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

editoriale
la meglio gioventù
di Gabriele V. R. Martinelli

Delle diverse specie di capre esistenti in Italia ce n’era una, da considerarsi estinta, veramente unica, la capra Quattro corna di Sondrio, caratterizzata dall’aver due paia di corna. Non si sa che fine abbiano fatto gli ultimi esemplari, scomparsi con la chiusura dello zoo di Verona, quando qualcuno decise che lo zoo era contrario all’etica ambientalista.

La storia della Quattro corna di Sondrio anticipa quella dell’italiano medio, modesto nelle aspettative, parco nei consumi, risparmiatore fino all’osso. Come quella capra è scomparsa probabilmente anche grazie ad una visione estremamente ideologica dell’ambientalismo, così il Paese si avvia verso un futuro incerto grazie ad una casta politica che vive al di fuori del mondo reale, che è fatto di bollette da pagare, di mutui, di tasse, di mille questioni che fanno perdere la speranza per sé e per i propri discendenti.

Sergio Rizzo sul Corriere della Sera ha testualmente scritto: “Negli ultimi 600 giorni, 530 dei quali governati da Monti, il numero delle imprese è calato dell'uno per cento, il Pil è diminuito del 3,4 per cento, il credito al sistema produttivo ha subito una flessione di 65 miliardi, il debito pubblico è aumentato di 122 miliardi, la pressione fiscale è cresciuta dell' 1,8 per cento, la disoccupazione giovanile si è ingigantita dell' 8,5 per cento. Il numero delle persone senza lavoro è lievitato di 728 mila unità. La pressione fiscale sulle imprese risulta ben più elevata di quella per le famiglie: è arrivata al 68,3 per cento.”

Non ci resta che sperare che Letta operi diversamente dal suo predecessore, anche se quello che si comincia a vedere non appare confortante; i temi più affrontati dalla politica, a quanto si legge sui giornali, sono il sistema di voto, il presidenzialismo ed il semipresidenzialismo, lo ius soli, il matrimonio omosessuale e relative adozioni, l’eutanasia. Tutti temi di cui si può discutere quanto si vuole ma, ci sia consentito di dirlo (se non ci fosse consentito lo diremmo lo stesso), sono molto lontani dai problemi quotidiani che affliggono il disoccupato, l’operaio in cassa integrazione, l’artigiano senza più clienti, il pensionato oltre i millequattrocento euro che ha già subito il blocco dell’ineffabile Fornero e vive nel terrore di altri balzelli, il piccolissimo risparmiatore che prima o poi invece dei risparmi avrà solo debiti.

Enrico Letta si è scusato con tutti quei giovani, medici, ingegneri, fisici, chimici, statistici, agronomi, veterinari, economisti che hanno lasciato l’Italia e che nei Paesi dove hanno trovato stipendi decorosi e la dignità di un posto a tempo indeterminato vedono ogni giorno arrivare altri laureati, quella categoria che a Roma chiamano “la meglio gioventù”.

C’è poco da scusarsi; fuga dei cervelli significa peggioramento di tutto il sistema di ricerca e sviluppo, vuol dire che l’Italia, che non ha materie prime (un po’ di petrolio in Lucania e davanti alle coste abruzzesi non si può estrarre per l’opposizione degli ambientalisti) perderà quella che per secoli, fin dall’artigianato medievale, è stata la sua risorsa: l’intelligenza dei suoi cittadini.

articolo pubblicato il: 10/06/2013

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it