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editoriale
ecco perché Marino vuol fare il sindaco

il ballottaggio a Roma

di Ada

Domenica 9 giugno e il lunedì successivo si tornerà a votare nei comuni dove non si riusciti ad eleggere direttamente i rispettivi sindaci. Ai ballottaggi parteciperanno i candidati risultati nei primi due posti indicati dagli elettori con i suffragi nella prima tornata di votazioni. Qui vogliamo parlare brevemente di quanto riguarda la città di Roma e non delle altre, e sono tante, nelle quali si svolgeranno ballottaggi.

A Roma Capitale – come orgogliosamente definisce la sua città il sindaco uscente dopo la legge che tale definisce la organizzazione amministrativa della città – si troveranno di fronte due avversari ben diversi uno dall’altro : da una parte il sindaco uscente Gianni Alemanno (PDL) e dall’altra Ignazio Marino (PD). Su entrambi gravano , come sempre avviene in questi casi, critiche di tipo diverso e improntate a criteri di giudizio spesso personali, naturalmente politici, oppure a simpatie o il contrario. Ne parleremo dopo.

Occorre dire subito invece che il vincitore del ballottaggio sarà probabilmente un sindaco eletto da una minoranza dei cittadini, vista l’affluenza alle urne registrata a Roma al primo turno (52 per cento) e con il rischio che possa ancora diminuire. Sembra proprio inutile ricordare, ma non lo è, che chi rinuncia a votare fa un dispetto a se stesso, rifiutando un diritto essenziale in una democrazia ( centinaia di milioni di persone in tutto il mondo non lo hanno e sfidiamo chiunque a dimostrare che stanno meglio di noi) e soprattutto favorirebbe i propri avversari politici, se almeno ha una sola idea buona in testa, visto quel che in passato è avvenuto in Italia e che potrebbe ancora verificarsi.

Diciamo come la pensiamo noi, senza neppure osare di voler impedire a tutti e a ciascuno dei cittadini elettori di “fare come gli pare” e perciò di non andare a votare (vedi sopra, però) , o di votare per Marino. Noi non siamo d’accordo su questo candidato non perché è di sinistra – il PCI ha avuto come la vecchia DC tredici sindaci di Roma nel periodo repubblicano, alcuni veramente ottimi – ma per non condividere alcune sue posizioni su “temi sensibili” come l’eutanasia o il matrimonio tra “gay”. Vedremo, ma abbiamo la sensazione che Marino ogni notte sogni di poter unire in matrimonio con la sua fascia tricolore di sindaco non soltanto le coppie normali, ma soprattutto le altre.

articolo pubblicato il: 02/06/2013

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