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arte e mostre
Franco Battiato

alla Biennale di Venezia


(…) Emergono così, dalla pagina dipinta, i nuclei concettuali più significativi intorno ai quali si svolge la sua riflessione sull'arte: il tempo, la memoria, la storia, la bellezza, la ricerca di una figurazione che esplori l’invisibile, lasciandolo affiorare sulla superficie della tela con immagini suggerite da una necessità tutta interiore. Chi si avvicina a questa pittura è costretto dal suo autore ad una rivelazione lenta, raggiunta a forza di sguardi progressivi. Il pensiero deve riconquistare un senso di circolarità, un tempo contemplativo carico di tensione (…)

Oltrepassando il confine che stabilisce il limite fuori del quale non vi è, secondo il pensiero corrente, che anacronismo, la pittura di Battiato sembra riappropriarsi di una dimensione immemore, dalla quale trarre tutte le potenzialità per realizzare l’opera concepita dallo spirito. Dimensione che non rappresenta un luogo astratto, ma un luogo concreto nel quale origine e meta si intersecano, dove la vicinanza culturale e spirituale con gli autori del passato, renda chi vi si accosta capace di annullare il divario temporale che li separa. Laddove infatti la storia decreta una rottura con il passato, l’arte può al contrario risanarla… (…)

Nel campo pittorico bagnato d’oro si iscrivono profili consueti all'occhio dell’evocazione e della memoria: volti che si guadagnano il primo piano della rappresentazione, immersi in un’atmosfera effusa per rarefazione e luminosità; corpi e visi di una bellezza vaga, diafana, smaterializzata, che danno forma ad atti di raccoglimento, di immersione nel silenzio, mediante i quali si emancipano dalle forze oscure dell’irrazionale. (…)

Battiato trova la sua coerenza nell'allegoria di un cammino dello spirito. Qui, certo, è evidente la riapertura dello scrigno prezioso degli antichi quadri bizantini, il monito di alcune tavole medievali, che confermano all'autore la validità della sua visione, nel richiamo all'attenzione ed alla meditazione che rivelano, nella quiete austera che esigono, all'imperativo spirituale che trasmettono. (…) Dipinti dove il simbolo e l’elemento lirico prevalgono nettamente sul dato narrativo; Battiato ne tesse la trama diluendo il tempo dell’azione, che così non si esaurisce né si consuma, perché non è svolgimento né consequenzialità, ma proposizione: e per creare uno spazio di risonanza in accordo con il sentimento che lo sostiene, affida alla solennità ed alla sospensione dei gesti e delle positure un ruolo preminente.

Tratto dal catalogo della mostra “Prove d’autore”, Milano, Skira, 2010.

articolo pubblicato il: 30/05/2013

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