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arte e mostre
mostra collettiva

a Palazzo Merati di Venezia


In concomitanza con la 55. Biennale di Venezia, il M.A.C.I.A. Museo d'Arte Contemporanea Italiana in America organizza un'esposizione d'arte contemporanea a Palazzo Merati d'Audiffret de Greoux, storico palazzo del circuito storico veneziano, ove visse per anni Giacomo Casanova e la sua famiglia. L'inaugurazione della mostra intitolata SYMPHONIE DE COULEURS II sarà l'8 giugno 2013, alle ore 18:30. Il M.A.C.I.A. Museo d'Arte Contemporanea Italiana in America per l'organizzazione si avvale delle collaborazioni del Press Office Daniela Lombardi e di Artouverture Milano. Gli artisti sono stati segnalati da una Commissione del Museo, nell'ambito della pittura, scultura e fotografia. La mostra ed il catalogo sono a cura di Gregorio Rossi. La mostra vanterà gli avalli di: Stemma della Repubblica Italiana, Patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica di Costa Rica presso il Quirinale, Logo del M.A.C.I.A. e l'inserimento del catalogo nella Collana editoriale del Museo d'Arte Contemporanea Italiana in America.

Saranno esposte le opere di Fausto Arrighi, Gianluigi Alberio, Franco Battiato, Andrea Benetti, Antonio Biancalani, Paride Bianco, Barbara Bouchet, Dino Castelvecchi, Patrizia Croce, Angela Crucitti, Ombretta Del Monte, Michela Ianese, Alexander Kanevsky, Laurence Loungueville, Rosie Longhi, Francesco Mariani, Annalisa Matucci, Nacha, Christian Nguyen, Alessandro Ostini, Tina Parotti, Anna Seccia, Giovanni Tenga, Ferdinando Valentini, Giuliano Ziveri ORGANIZZAZIONE E FINALITA’ DI SYMPHONIE DE COULEURS II UN SALOTTO PER L’ARTE

Questa seconda edizione che, così come la precedente, non casualmente, per maggiore risalto, si svolge in contemporanea alla Biennale di Venezia, ha la precisa finalità della promozione degli artisti selezionati; promozione che può e deve avvenire tramite il divulgare la conoscenza della loro opera a qualificati interlocutori del settore. In questa ottica è stato deciso di stampare il catalogo a Luglio inoltrato, cioè verso la conclusione, quando possono essere documentati interventi e commenti opportuni alla qualificazione dell’evento e delle opere esposte. Questo volume è inserito nella Collana del Museo di Arte Contemporanea Italiana in America quindi con l’AVALLO DI UNO STATO SOVRANO, CON LO STEMMA DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Proprio per questi motivi abbiamo ritenuto opportuno che ogni artista fornisse un commento critico per meglio qualificare; così come abbiamo dichiarato la disponibilità a fornire un testo critico quando ve ne sia richiesta perché gli artisti che hanno avuto accesso a questa esposizione sono quelli che una commissione di un Museo ha particolarmente apprezzato. In un lavoro in divenire che, fin dal momento della progettazione, ha previsto una proiezione ed uno sviluppo nel tempo, compreso quello di poter collocare opere nella Collezione Permanente del MACIA. Durante la progettazione sono state prese in considerazione varie possibilità di spazi espositivi; Symphonie de Couleurs II non vuole essere una mostra collettiva che avrebbe soltanto un significato ed un risultato momentaneo; vuole invece essere proprio un SALOTTO PER L’ARTE, un motore promozionale con precise finalità divulgative. Frequentemente infatti si lamentano scarsa attenzione e poca conoscenza dell’attività artistica contemporanea. Questo è sicuramente vero, si deve però tener presente che la modesta ricezione avviene per una scarsa trasmissione. Per i motivi sopra elencati, tra le varie opportunità, è stata scelta come sede Palazzo Merati: uno spazio che è un tipico salotto veneziano riferibile ai tempi di Giacomo Casanova (d’altronde una delle stanze conserva ancora un’alcova che la storia e la leggenda vogliono essere stata teatro dell’attività del grande amatore). Il Palazzo è arredato con lampadari e mobili d’epoca, con quel gusto dell’esagerazione anche del superfluo. La mostra è allestita quindi in un ambiente teatrale con un concetto teatrale. Per meglio chiarire vogliamo far ricordare il Casanova di Federico Fellini e quanto affermò il famoso regista che, riferendosi al Barry Lyndon, disse che Kubrick aveva dilatato il Settecento con vaste inquadrature di esterni, quando lui invece l’aveva compresso in piccoli ambienti. L’esposizione dunque, rivolta soprattutto ad un pubblico realmente interessato, è strutturata in maniera tale che ogni opera debba essere una scoperta; scoperta che sarà premura degli organizzatori divulgare con vari mezzi, non ultimo quello della diffusione mirata del catalogo a musei e collezionisti.

L’ingresso al Palazzo è esternamente quasi anonimo, ma introduce immediatamente in un clima di preziosa raffinatezza. Viene segnalato con un’immagine di facile richiamo e di facile ricordo cinematografico, nella quale è difficile non percepire un invito alludente ed intrigante, memoria di un romanzo e di un film dove il protagonista è uno storico dell’arte. LO SVOLGIMENTO DELL’INIZIATIVA SI ARTICOLA DUNQUE SULLA FALSARIGA DELLA MODALITA’ OPERATIVA DI QUEL MITICO PERSONAGGIO DELLA STORIA E DEL MERCATO DELL’ARTE CHE FU AMBROISE VOLLARD; IN QUEL CLIMA DI ARTEFATTA CONFUSIONE, ELEMENTO DETERMINANTE TRAMITE IL QUALE VOLLARD PORTO’ AL SUCCESSO QUELLI CHE OGGI SONO I PIU’ BEI NOMI DELL’OTTOCENTO E DEL NOVECENTO.

articolo pubblicato il: 22/05/2013

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