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editoriale
un soffio di speranza
di Carla Santini

Prima di gridare osanna al nuovo Governo bisognerà aspettare almeno un anno, se poi, in effetti, il Governo PD-PDL riuscisse veramente ad arrivare ad un anno di vita.

Un anno è il minimo indispensabile per vedere qualche riforma che non sia una pateracchio come quelle della non rimpianta Fornero. C’è una grande differenza tra il Gabinetto Monti e quello Letta; il primo era formato da grand commis dello Stato con l’appoggio parlamentare dei due partiti maggiori, questo da esponenti giovani dei partiti i quali, ognuno dalla propria parte, aspira ad eliminare definitivamente i grandi vecchi dal gioco.

Il pericolo è che qualche scheggia della Magistratura non intenda entrare nel gioco come, checché se ne dica, è già successo, al primo Governo Berlusconi con l’avviso di garanzia giunto al summit dei Grandi del mondo a Napoli, sembra con l’avallo del Presidente Scalfaro, ma indubbiamente disonorevole per l’intero Paese e non solo per Berlusconi e per chi l’aveva votato; al secondo Governo Prodi, quando cadde per un avviso di garanzia alla moglie del Guardasigilli Mastella.

Tanti italiani hanno tirato un sospiro di sollievo all’annuncio dell’incarico a Letta, tutti coloro che la mattina sono abituati ad alzarsi di buonora per andare al lavoro o per andare a cercarlo. I mal di pancia, oltre a quelli prevedibili da chi si aspettava un posto al Governo, sono in linea di massima rilevabili solo tra coloro che non hanno problemi economici impellenti e che possono quindi dedicarsi al chiacchiericcio nei salotti, tra i giornalisti impegnati nel parlar sempre male di tutti e tra i grillini che sono rimasti fuori della porta, sia nella partita della Presidenza del Repubblica sia che in quella per il Governo.

La Lega, da parte sua, rimane all’opposizione, ma ha detto per mezzo di suoi autorevoli rappresentanti come Garavaglia che non farà opposizione pregiudiziale e che apprezza l’inserimento nella rosa di Ministri come Giovannini e Delrio che, quando parleranno, sapranno di che parlare, visto di cosa si occuperanno e da quali storie e settori provengono.

La speranza delle persone di buona volontà è che gli sfascisti non prevalgano e che l’Italia possa incominciare a vedere la luce in fondo al tunnel.

articolo pubblicato il: 28/04/2013

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