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cronache
Festa del Libro Ebraico In Italia

a Ferrara


Nella sede del Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah si è inaugurata la quarta edizione della Festa del Libro Ebraico In Italia.

Sono intervenuti Riccardo Calimani, presidente della Fondazione MEIS, il rabbino capo di Ferrara rav Luciano Caro, Massimo Mezzetti, Assessore alla Cultura della regione Emila-Romagna, Massimo Maisto, Assessore alla Cultura del Comune di Ferrara e Consigliere della Fondazione MEIS, Carlotta Gaiani, Vicepresidente dalla Provincia di Ferrara, Delfina Provvidenza Raimondo, Prefetto di Ferrara, Giuditta Brunelli, docente di Diritto Privato alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Ferrara, Carla Di Francesco, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna.

Calimani fa gli onori di casa dando il benvenuto a tutti. Il MEIS, dice, "è l'inizio di un lungo percorso che racconterà una storia lunga 22 secoli". La collezione che si sta componendo è fatta di pezzi unici e meravigliosi, testimonianza di una storia straordinaria. Molti dicevano che la festa del libro era un azzardo. Calimani sottolinea che è stata una scommessa vinta, poiché la quarta edizione è stata fatta quasi completamente dai ferraresi, e questo è bello perché vuol dire che i cittadini sono innamorati di questo progetto.

La parola passa al vicepresidente della Provincia: la Festa del Libro Ebraico in Italia è ormai un appuntamento molto atteso dai ferraresi e "una iniziativa particolarmente qualificante per il MEIS e per Ferrara".

Il Sindaco esprime la grande soddisfazione della città e ringrazia tutti i collaboratori mentre Brunelli ringrazia gli organizzatori per il loro lavoro. Il Prefetto sottolinea come l'evento dia lustro e prestigio alla città Di Francesco è felicissima di affermare che probabilmente già dal prossimo anno sarà operativo il cantiere del primo lotto esecutivo del grande MEIS. A lei si unisce Mezzetti, che conferma come il progetto culturale del MEIS vada avanti. Quando si parla di ebrei li si associa spesso solo alla Shoah, invece la storia degli ebrei è lunga e complessa e permea di sè la cultura italiana, sostiene l'assessore regionale.

Dopo il saluto delle autorità salgono sul palco Gianfranco Moscati e Serena Di Nepi, studiosa e curatrice della mostra TESTA E CUORE. La Collezione di Gianfranco Moscati: storia e storie degli ebrei italiani narrate da oggetti di arte cerimoniale, documenti rari e libri preziosi. La mostra, che resterà aperta dal 24 aprile al 30 giugno, nasce dalla volontà della Fondazione MEIS di far conoscere al pubblico una selezione degli oggetti donati dal collezionista Gianfranco Moscati al Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah: documenti rari, manufatti di arte cerimoniale e libri preziosi che illustrano alcuni degli snodi più importanti della storia degli ebrei in Italia tra XVI e XX secolo.

Il titolo, TESTA e CUORE, fa riferimento a un oggetto essenziale nella vita degli ebrei, i tefillin (filatteri), scatole di cuoio in cui sono contenuti brani della Torah (Pentateuco), indossati dagli uomini per la preghiera mattutina dei giorni feriali. I tefillin si legano sul capo e sul braccio anche per ricordare che la preghiera deve coinvolgere testa e cuore.

articolo pubblicato il: 25/04/2013

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