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di nuovo sul Colle
di Riccardo Fontana

Sabato sera, in appena tre ore, si è passati dall’inferno al purgatorio, con prospettive di arrivare anche in paradiso: l’Italia, l’Europa e il mondo hanno tratto almeno un momentaneo sospiro di sollievo quando i due presidenti della Camera e del Senato hanno comunicato a Giorgio Napolitano che era stato eletto ad un secondo mandato di Presidente della Repubblica con 738 voti, superando ampiamente il quorum dei 504 voti. Candidatura voluta e ottenuta a forza “corum parlamenti” e indirettamnete “corum populi”.

Frutto dei disperati appelli di un sinistra lacerata, frustrata, delusa da tante defezioni e tradimenti interni e incapace sia di formare un governo, sia di eleggere il capo dello Stato; con un leader sconfitto, depresso e dimissionario salito al Colle in ginocchio come a Canossa. E frutto di una consistente, coerente ed efficace manovra della destra che ha saputo condurre i giochi sostenendo un Presidente che aveva invece osteggiato appena eletto al suo primo mandato.

Miracoli della politica o meglio della ex politica italiana, ormai incapace di rispondere agli appelli della popolazione che versa in una gravissima crisi economica e sociale, dimostrando che il sistema della rappresentatività é ampiamente fallito.

È la fine della partitocrazia che, alleata alla sindacatocrazia e al dolce far niente, ha affossato l’Italia nell’ultimo ventennio regalandole otto milioni di poveri, disprezzo delle istituzioni, incapacitá amministrativa, corruzione ed una crescente sfiducia in se stessi e negli altri.

Con la sua grande generositá di nobile napoletano (di nome e di nascita), forte senso dello Stato e di responsabilitá civica e morale, il Presidente uscente e rieletto ha dato a tutti una lezione di saggezza e autorevolezza dopo la strage allucinante di salami, mortadelle, grilli isterici, giudici costituzionali e fantomatiche candidate rosa (quando mai!).

Ha dimostrato che c’é una Repubblica presidenziale de facto da essere presto trasformata de jure con opportuni emendamenti costituzionali necessari anche per altri fondamentali settori istituzionali e amministrativi.

Ha restituito l’ago della bussola finora inceppato o perduto e ha fatto pensare che la moderna e verissima terzina dantesca sui destini della nostra penisola, potrebbe forse essere cosí ritoccata: “ahi serva Italia, di dolore ostello, nave con nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello”... dove l’originale “sanza nocchiere” riceverebbe un augurale “con nocchiere”!

Ma, ahimè, il bordello continua perché, nonostante le condizioni espresse dal neo Presidente rieletto, ossia di non ricevere continui no da tutti, tra tutti e su tutto, si affacciano giá nuove difficoltá per indicare un presidente del consiglio dei ministri e la sua compagine; e quindi, per prendere subito il toro per le corna: risolvere con estrema urgenza tutti i problemi istituzionali, economici, sociali, di sviluppo economico e occupazionale e di una seria proiezione estera del paese, problemi che non si sono adeguadatamente e seriamente affrontati sin dagli anni di piombo ad oggi!

Col nuovo vecchio nocchiere, unico punto di equilibrio e di riferimento nazionale, capace di portare lo stivale fuori dalle sabbie mobili in cui s’é cacciato, espressione della secolare e, a questo punto, sana e incoraggiante gerontocrazia italica, dobbiano aver fiducia di poter superare la piú difficile crisi dal dopo guerra, augurandoci di poter presto finalmente esclamare: “e uscimmo a riveder le stelle”.

articolo pubblicato il: 22/04/2013 ultima modifica: 25/04/2013

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