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svanita in un soffio la "Marcia su Roma" di Grillo impaurito
di Ada

Napolitano ha salvato ancora una volta baracca e burattini di gran parte dei dirigenti dei partiti usciti con le ossa rotte dalle elezioni dello scorso febbraio. L’operazione salvataggio-bis (dopo quella della nomina del Governo Monti per evitare la crisi mortale dell’economia del Paese) è giunta un po’ in ritardo, ma ha dato una svolta alla situazione politica in disfacimento. Dopo aver affermato numerose volte di non aver nessuna intenzione di essere rieletto per un secondo mandato-- di sette anni – ha dovuto finalmente cedere di fronte ad una crisi politico- istituzionale di enormi proporzioni. Aveva certamente ragione di sostenere che a quasi novant’anni si ha diritto di andare a riposo, ma i rischi che il Paese correva senza un suo ripensamento erano troppo forti con cento e più franchi tiratori, tutti appartenenti alla coalizione di centrosinistra, a bloccare ogni soluzione per l’elezione del nuovo capo dello Stato. Tra l’altro un grande partito, il PD che era quello arrivato primo, come coalizione, alle elezioni era in totale disfacimento e senza vertici politici responsabili, tutti dimissionari.

Sono state ore drammatiche per la Repubblica, e non sembri un’affermazione esagerata. Mentre il Parlamento (allargato con i rappresentanti delle Regioni) si dilungava inutilmente e stancamente nelle votazioni, fuori di Montecitorio una folla (piccola per la verità) di “grillini” urlava i soliti slogan offensivi per tutti, ma sostanzialmente innocui e non preoccupanti per chi ha il compito di assicurare la sicurezza e l’ordine pubblico a Roma e nell’intero Paese. Mentre si votava per il presidente Napolitano, il capo carismatico del nuovo Movimento politico invitava invece addirittura in televisione (per fortuna non in diretta ,ma solo nei TG) milioni di persone a riunirsi a Roma per ascoltare il suo “vangelo”. “Sto arrivando” ripeteva più volte.

Non si può scherzare in queste situazioni. Il Paese, come comunità civile e sociale sta trascorrendo giorni difficili per tutti, e non a caso il presidente della Repubblica neoeletto nel suo breve messaggio televisivo invitava tutti ad un grande senso di responsabilità. Qualcuno – pensiamo dal Viminale—deve aver fatto sapere a Grillo e compagnia che si stava scherzando col fuoco e che non sarebbe stato permessa nessuna “adunata sediziosa” e tanto meno una “nuova marcia su Roma” e che le forze di sicurezza erano pronte ad accoglierlo: fatto sta che tutto è poi rientrato, la grande adunata non è avvenuta, Grillo è arrivato nella Capitale, ma è subito ripartito impaurito e tutti siamo andati a dormire.

articolo pubblicato il: 21/04/2013 ultima modifica: 25/04/2013

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