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uomo in mare
di Gabriele V. R. Martinelli

La bravura di un capitano di veliero si vede quando deve recuperare un uomo in mare. In quel frangente il comandante deve mettere in pratica tutte le manovre previste per le situazioni più disparate; se non ne è capace, le possibilità sono due, lasciare l’uomo tra i flutti o cedere il comando ad un altro.

Lo “smacchiatore” Bersani fin quando i sondaggi davano il PDL al dodici per cento sembrava Cristoforo Colombo, guardandosene bene dal togliere di mezzo quel Porcellum che a parole esecrava, nella certezza di stravincere. Pian piano le cose sono cambiate e lui è stato l’ultimo ad accorgersene.

Invece di impostare una campagna sulle cose che interessano al cittadino comune – in questi frangenti, di problemi ce ne sono fin troppi – è andato dietro a Berlusconi sul terreno della polemica, invitandolo per così dire a nozze, dato che il Cavaliere è proprio nella polemica che trova linfa e spinta per le sue battaglie.

Quando le sue certezze hanno incominciato a vacillare ha chiesto l’aiuto di Renzi, nonostante che, quando aveva battuto quest’ultimo alle primarie, la sua fedelissima Bindi avesse dichiarato che “non si fanno prigionieri”.

Non si è reso conto di non aver vinto le elezioni, anzi, per qualche verso di averle perse; si è umiliato davanti a due parvenu della politica nella speranza di avere l’appoggio dei grillini, per di più in diretta streaming, ottenendo solo di restare con un pugno di mosche. Ha sperato fino all’ultimo di ottenere un incarico di minoranza per poter gestire le prevedibili elezioni e magari fare, di straforo, qualche altra cosuccia.

Ha preteso due eletti nelle sue liste alle presidenze sia della Camera che del Senato, creando malumori non solo negli avversari ma probabilmente anche all’interno del suo partito, dove non mancano politici di lungo corso che anelavano ai due scranni.

Quello che Bersani ha combinato durante l’elezione del Capo dello Stato è stato da manuale, nel senso di cose che un ipotetico manuale di tattica parlamentare descriverebbe come ciò che assolutamente si deve evitare. Tornando alla metafora del capitano, non è riuscito ad impedire l’affogamento di Marini e Prodi ed alla fine è riuscito a naufragare pure lui, portandosi a fondo la Bindi e tutto il suo entourage.

Si dice che non sia stato solo Renzi a provocare il suo affogamento, ma che dietro agli impallinatori ci sia il Leader Maximo. Niente di più facile; D’Alema sì che sa navigare, alla guida dell’Icarus II come in Transatlantico.

articolo pubblicato il: 20/04/2013 ultima modifica: 25/04/2013

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