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libri
"Martirio"

disegni di Carlo Cecchi e racconti di Vittorio Graziosi


Sessantanove anni ci separano da quel 20 giugno 1944, quanto cinque giovani partigiani marchigiani e due carabinieri calabresi furono trucidati dai nazifascisti alle porte di Jesi, nella campagna di Montecappone.

Il ricordo di Armando e Luigi Angeloni, rispettivamente di 25 e 18 anni, Francesco Cecchi e Alfredo Santinelli di 18 anni, Mario Saveri di 23 anni, Enzo Carboni e Calogero Grasceffo entrambi ventenni, rivive nel libro “Martirio”, realizzato dalla Sezione A.N.P.I. di Jesi, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e dell’Istituto Alcide Cervi-Biblioteca Archivio Emilio Sereni, e con il patrocinio del Comune di Jesi, per essere offerto alla cittadinanza e alle scuole della Provincia di Ancona.

Il libro nasce dall’incontro tra due artisti, Carlo Cecchi e Vittorio Graziosi, entrambi legati da vincoli di parentela a due partigiani uccisi dai nazifascisti: Carlo Cecchi, pittore, allo zio Francesco, uno dei sette Martiri di Montecappone, e Vittorio Graziosi, scrittore, allo zio Eraclio Cappannini medaglia d'argento al valor militare, fucilato sotto le mura di Arcevia il 5 maggio 1944.

La triste vicenda dei Martiri del XX Giugno rivive nel volume attraverso la testimonianza di un giovane scampato all’eccidio, oggi purtroppo scomparso, Peppino Tittarelli, il cui racconto è stato rielaborato in forma poetica da Vittorio Graziosi: “La distanza inghiottì le urla e i pianti di quei sette amici. Battuti con bastoni, colpiti con i coltelli, torturati fino allo sfinimento, vennero infine uccisi a colpi di mitra. E poi abbandonati appena coperti di terra ai bordi di un campo, sulle ripidezze di un piccolo fosso. Lasciati lì, poveri ragazzi. Poveri amici miei. Non un fiore, non un vestito nuovo per la sepoltura”.

Cosa sarà passato per la mente di quei poveri ragazzi, negli ultimi istanti di vita? Vittorio Graziosi ha provato ad immaginarlo in cinque brevi racconti, cui fanno da cornice 43 bozzetti di Carlo Cecchi: gli occhi sorridenti di una ragazza, il sole di Calabria, le corse in moto, una nuotata tra gli scogli, il viso di una madre… Sogni di giovani con la voglia di un futuro migliore e per questo diventati partigiani.

Nel ricordo delle vittime del XX giugno, affiora anche la memoria di altri partigiani jesini: Francesco Contuzzi, caduto combattendo nei pressi di Santa Maria Nuova, Eraclio Cappannini, venti anni, fucilato ad Arcevia, Ivo Pasquinelli, ventenne, fucilato a Sforzacosta di Macerata, Mario Lenti morto subito dopo la Liberazione a seguito delle ferite riportate nel 1944 in uno scontro con i fascisti.

“Martirio” è stato presentato nel corso di una conferenza stampa presso il Comune di Jesi, alla presenza di Luca Butini (Assessore alla Cultura del Comune di Jesi), del consigliere regionale Enzo Giancarli, di Daniele Fancello (Presidente della Sezione A.N.P.I. di Jesi), di Alessandro Bianchini (Presidente provinciale A.N.P.I.), di Leonardo Animali (Consigliere Istituto Alcide Cervi), e degli artisti Carlo Cecchi e Vittorio Graziosi.

“Il libro vuole rendere omaggio a tutte queste vittime e si rivolge soprattutto ai giovani affinché non dimentichino che la libertà di cui possono godere è nata dal sacrificio di tanti loro coetanei”, ha spiegato in questa occasione l’ANPI, precisando che la pubblicazione verrà divulgata nelle scuole della Provincia di Ancona, e donato alle biblioteche degli istituti scolastici e agli studenti presenti durante le presentazioni nelle scuole. È prevista inoltre una presentazione al pubblico il 27 aprile alle ore 18,30 alla Sala del Lampadario del Circolo Cittadino.

“L’iniziativa è altamente positiva Così anche la nostra Fondazione ha aderito volentieri. E fa piacere che sullo stesso piano si siano trovati anche altri enti a cominciare dal nostro Comune” – ha fatto sapere in occasione della conferenza stampa il presidente della Cassa di Risparmio di Jesi, Giancarlo Giacani – “I più anziani di noi ricordano con orrore i giorni terribili dell’ultima guerra, prima della liberazione della nostra città. Sono stati i giorni che hanno crocifisso i sette giovani di Montecappone. Non per nulla Jesi li ha voluti sempre ricordare in coincidenza con la data del loro sacrificio. E il monumento che sempre teniamo presente è motivo di aiuto ai giovani e ai ragazzi che, pur avendo avuto la fortuna di non vivere il dramma dell’ultima guerra, riceveranno sempre un monito dal sacrificio dei nostri sette martiri perché i principi fondamentali della nostra Costituzione, prima grande conquista del dopo-guerra, siano sempre rispettati e rafforzati con l’impegno nei doveri e con la difesa dei diritti, soprattutto dei più deboli”.

CARLO CECCHI, famiglia di origine toscana, nasce a Jesi nel 1949. La sua passione iniziale è la musica e, giovanissimo, fonda diversi gruppi musicali. Nel 1969 si diploma all'Istituto d'Arte di Ancona, fondato dallo scultore Edgardo Mannucci, al quale viene presentato dallo storico dell'arte Vittorio Rubiu. Nel 1973 si diploma all'Accademia di Belle Arti di Urbino. Negli anni ‘70, ancora studente, realizza le sue prime esperienze espositive orientate verso le poetiche e i linguaggi del concettuale, dal quale però riesce a porsi nella giusta distanza per elaborare una sua propria cifra espressiva e stilistica. Le sue numerose mostre in spazi pubblici e privati iniziano dal 1974 e nel 2011 è invitato alla Biennale di Venezia. Il suo lavoro, che sconfina nella scultura, nel mosaico e in altri linguaggi, è dotato di forte riconoscibilità ed è presente in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero, oggetto di tesi di laurea e presente nelle più autorevoli riviste specialistiche. Lavora abitualmente tra Jesi e Roma. Dal 1974 è docente di discipline pittoriche nei Licei Artistici e negli Istituti d’arte.

VITTORIO GRAZIOSI, è autore di sette romanzi e svariati racconti, talent scout letterario, curatore di raccolte antologiche, docente di scrittura creativa in Italia e all’estero (Kiev, Beirut). I suoi libri sono più volte stati trasposti per il teatro in pièce e letture sceniche. Il romanzo “Sangue di rosa scarlatta”, pubblicato in edizione tri-lingue (italiano, inglese, ucraino) gli è valso la Medaglia al merito culturale per la promozione dei rapporti Italia-Ucraina dell’Università di Kiev e il titolo di Cavaliere per la Pace del Centro Internazionale per la Pace fra i popoli di Assisi. Per la regione Marche è autore de “La storia del partigiano Eraclio”, pubblicato nel 2011 nella collana dei Quaderni del Consiglio regionale. “Sotto il segno della bilancia” è il suo ultimo libro, scritto con Fabio De Nunzio (il “buon Fabio”, storico inviato dalla Puglia del tg satirico Striscia la notizia) ed edito dalla Aliberti.

articolo pubblicato il: 17/04/2013

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