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prospettive sconfortanti
di Vittorio Sordini

I morsi della crisi mondiale non accennano ad attenuarsi. Quotidianamente gli organi di informazione dipingono un quadro a dir poco sconfortante della situazione economica. Gli allarmi circa il degrado del tessuto socio economico nazionale (ci riferiamo all’Italia) sono stati sostituiti dalle notizie di suicidi di imprenditori e di povera gente che, dopo aver perso il lavoro e la casa, non si rassegna a vivere per strada, da barbone, e decide di farla finita. I giornali in Italia occupano le prime pagine raccontando l’evolversi della situazione politica ed indugiando con notizie sui retroscena, dando spazio alla ridda di mosse e contromosse dei vari partiti e movimenti politici, dimenticando che, mentre il nostro debito pubblico aumenta, il PIL diminuisce a causa della crisi economica mondiale aggravata dalla cura da cavallo imposta all’Italia dal “Governo Tecnico”.

I giornali degli altri Stati Europei non si dilungano studiando gli sviluppi politici, ma offrono quella che ai loro occhi appare l’unica soluzione possibile e che parte da un assunto inconfutabile: “lo Stato italiano è pieno di debiti; gli italiani sono ricchi e possiedono immobili e titoli.” La soluzione è tutta interna all’Italia. Non appare possibile che gli altri cittadini europei debbano fare dei sacrifici per permettere allo Stato italiano di pagare i propri debiti mentre gli italiani si godono la propria ricchezza. Ciascuno è convinto dell’onestà e correttezza della propria posizione. In realtà le conclusioni cui giungono i nostri illustri colleghi sottoscrittori dei “trattati europei”, non sono né giuste né corrette, perché la situazione in cui si trovano oggi i Paesi Mediterranei d’Europa è figlia delle struttura stessa dell’Europa.

I Paesi del Nord Europa si sono avvantaggiati degli accordi e trattati europei. Un importantissimo vantaggio portato dall’introduzione dell’euro è stato quello eliminare la concorrenza all’interno dell’Europa per i prodotti destinati all’esportazione. Il cambio Euro/dollaro rappresenta una media dei vari cambi che avrebbero avuto le varie monete europee nei confronti del dollaro. Più concretamente il cambio dracma/usadoll oggi sarebbe (dopo il concambio dracme/euro)1,60 mentre marco tedesco/USAdoll dovrebbe essere (sempre dopo il concambio marchi/euro) almeno in parità. La lettura del dato ci informa che la Grecia ha rinunciato alla propria competitività a favore della Germania per quanto riguarda le esportazioni verso gli USA. Oggi i greci si stanno domandando: in cambio di che cosa? Gli italiani presto si dovranno porre la stessa domanda e trovare rapidamente una risposta.
www.sorvittor.blogspot.com

articolo pubblicato il: 09/04/2013 ultima modifica: 22/04/2013

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