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teatro
"Itis Galileo"

a Recanati, a Fermo ed a Fabriano


L’amatissimo narratore Marco Paolini porta in scena Itis Galileo giovedì 4 aprile al Teatro Persiani di Recanati a conclusione della sezione dedicata al contemporaneo della stagione realizzata dal Comune di Recanati e dall’AMAT.

Lo spettacolo – che dopo Recanati sarà ancora in scena nelle Marche il 5 aprile al Teatro dell’Aquila di Fermo e il 6 al Teatro Gentile di Fabriano - “è l’occasione – afferma Paolini - per ragionare di scienza mal digerita sui banchi di scuola, di argomenti ben portati da filosofi, maghi, preti e scienziati circa il modo di immaginare l’universo, di spiegare l’attrito e di far l’oroscopo. Galileo Galilei e gli altri: Claudio Tolomeo e Niccolò Copernico, Tycho Brahe e Giovanni Keplero, Giordano Bruno e Tommaso Campanella, Gneo Giulio Agricola e Andrea Vesalio. Forse non tutti sempre nella stessa sera e nello stesso ordine perché la forma scelta è quella di un racconto aperto con parti di dialogo e lettura.”

Essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema, per gli altri soprattutto. Parte da questa considerazione il lavoro di approfondimento curioso che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo. Il padre della scienza moderna, infatti, appare agli occhi dei contemporanei come un grande divulgatore dei propri studi, ma soprattutto come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia. Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. Questo spettacolo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la storia dello scienziato e del Seicento, ma piuttosto indaga sulla discussione a tre fra fede, ragione e superstizione. L’obbiettivo di Marco Paolini con questo spettacolo teatrale è quello di coinvolgere nel ragionare, non solo nel raccontare, arrivare a una situazione in cui il pubblico non sia seduto tranquillo, sapendo di dover fare lo spettatore e basta. Va in scena a teatro un dialogo, anche se non proprio sopra i massimi sistemi, ma almeno su di un “minimo comune e multiplo”.

“Una lezione di “impegno civile” anche questa, come quelle cui Paolini ci ha abituato sin dai tempi di Vajont, dove il palcoscenico rigorosamente spoglio si trasforma ben presto in luogo di analisi di un fenomeno, che viene sviscerato, scandagliato e quindi consegnato alla riflessione del pubblico. – Scriveva Emilia Costantini sulle pagine del “Corriere della Sera” - Paolini ripercorre l’intero tragitto esistenziale di Galileo, prendendo spunto dal celebre Dialogo sui due massimi sistemi del mondo e fioccano le battute sagaci: “ma perché, dopo la rivoluzione copernicana, la mattina noi apriamo il giornale e continuiamo a leggere l’oroscopo delle stelle fisse di Tolomeo?”

Per informazioni e biglietti: per Recanati Teatro Persiani 071 7579445, per fermo Teatro dell’Aquila 0734 284295, per Fabriano Teatro Gentile 0732 3644. Inizio spettacoli ore 21.

articolo pubblicato il: 02/04/2013

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