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teatro
R.I.P.Arte

al Teatro Tordinona di Roma


25 e 26 marzo 2013 _ Teatro Tordinona

Roma R.I.P.Arte - l’ ambizioso progetto che mette in risalto la drammaturgia indipendente, ponendo l’accento sulle opere di artisti che sperimentano il linguaggio del teatro canzone e/o del teatro politico -giunge alla seconda tappa romana. La manifestazione, ideata dal giornalista Paolo Fusi, assume i contorni di un evento di dimensione nazionale con il coinvolgimento di Trieste, Bologna, Cesena, Milano e Cagliari (future tappe della manifestazione) e l’idea dell’appello rivolto alle compagnie italiane ‘per un nuovo teatro politico’.

"Oltre cento artisti di tutta Italia si battono per cambiare le leggi sull'istruzione e la cultura con proposte chiare, sensate, studiate al dettaglio, senza costi per la Pubblica Amministrazione, rimettendo l'Università al centro della cultura italiana. Oltre cento artisti che si battono per salvare duemila anni di miracolo culturale, filosofico e giuridico", dichiara Paolo Fusi, ideatore e direttore artistico del Festival.

Numerosi i progetti ricevuti, sei le produzioni finaliste che saranno ospiti del palcoscenico del Teatro Tordinona il 25 e 26 marzo 2013.

Deregulatae _ Progetto Lodomaccanto, Senza Voce _ Principio Attivo Teatro, 35° piano _ Francesco Olivieri , Morir sì giovane e in andropausa _ Scena verticale, La morte_Riccardo Gamondi e Giovanni Succi, Cernobyl tour _ Sara Allevi. Tutte le informazioni sul festival sono sul sito www.romariparte.it

R.I.P.Arte _ le selezioni del Bando “Per un nuovo teatro politico” 25 e 26 marzo 2013, Teatro Tordinona, via dell’Acquasparta 16 (Roma) Ingresso: 5 euro a spettacolo / 3 spettacoli 10 euro Ufficio stampa: ARTINCONNESSIONE _ 338.2006735 _ artinconnessione@gmail.com

Programma:

25 marzo 2013 ore 20:00 – “Deregulatae” - Progetto Lodomaccanto Mescola comicità, rock'n'roll, poesia, satira e teatro in un esperimento che può essere molto pericoloso, instabile e corrosivo, che può compromettere l'equilibrio mentale di chi assistendo ne resta travolto! Uno spettacolo per adulti e per bambini, pieno di ritmo, di gioco e di risate Una Band NonSensata, Uno SpettaConcerto Senza Regole! Daniele Fabbri(voce), Stefano Usai(voce e chitarra), Gabriele Ginnetti(batteria), Carlo Cruciani(basso) Testi originali e Regia, Daniele Fabbri , Musiche originali Stefano Usai

ore 21:30 – “Senza voce” - Principio Attivo Teatro L’unità d’Italia e il Mezzogiorno: la terra è il fattore scatenante. quella terra che così duramente lavoravano, per affrancarsi dalla miseria; ma la speranza è durata poco e il destino dei contadini appare segnato: rassegnarsi o ribellarsi.In questo contesto nasce il fenomeno delle "brigante", le donne del Sud rimaste orfane, vedove, madri senza più figli. Donne che vedono la loro vita tranquilla sconvolta, non hanno più i riferimenti tradizionali di sudditanza e sottomissione, l’equilibrio familiare è compromesso; essendo donne sole sono esposte alla violenza degli uomini, anche il loro destino appare segnato: rassegnarsi o ribellarsi. con Silvia Lodi e Leone Marco Bartolo , regia Silvia Lodi , consulenza alla regia Giuseppe Semeraro musiche dal vivo Leone Marco Bartolo, costumi Cristina Mileti, Sandra Tognarini, luci Otto Marco Mercante

ore 23:00 - “35° piano” - Francesco Olivieri Un palazzo popolare, un quartiere di periferia. In questo contesto un giovane scrittore è nato e vissuto, attraversando le difficili fasi della crescita, fino al giorno in cui il padre si è gettato dal 35° piano della sua abitazione. Correndo a perdifiato,dopo il funerale, il protagonista si accascia in un vicolo chiuso e rivive così il suo passato, intrecciando la sua biografia personale con fatti e accadimenti che hanno segnato gli ultimi 30 anni della nostra storia. Testo di Francesco Olivieri , Regia di Lucia Falco , con Marcello Serafino , Scenografia Anita Tournour, Costumi Barbarella Rouge, Disegno luci Federico Ghironi , Musiche originali di Antanas Kucinkas

26 marzo 2013 ore 20:00 – “Morir sì giovane e in andropausa” - Scena Verticale Un progetto con canzoni dalle liriche semplici e con monologhi dal linguaggio chiaro per una sintesi poetica che sia efficace, diretta, in qualche modo quotidiana. Lo scopo? Portare in scena la voce di una collettività, evidenziare bisogni e desideri di una generazione, quella dei trenta-quarantenni, lasciati in mutande da una società gerontocratica e senza futuro. Con la musica, le parole e una sana ironia. di Dario De Luca e Giuseppe Vincenzi, con Dario De Luca, e con Omissis Mini Órchestra Paolo Chiaia (piano synth e armonica), Gianfranco De Franco (clarinetto, sax, flauti e loop), Giuseppe Oliveto (trombone, flicorno, fisarmonica e conchiglie), Emanuele Gallo (basso), Francesco Montebello (batteria e percussioni) , canzoni e musica Giuseppe Vincenzi arrangiamenti De Franco, Oliveto, Chiaia, Gallo, Montebello costumi, oggetti di scena e assistenza Rita Zangari , suono Andrea Dodaro , luci Gennaro Dolce regia Dario De Luca , produzione Scena Verticale

ore 21:30 – “La morte” - Riccardo Gamondi e Giovanni Succi Il progetto di Riccardo Gamondi e Giovanni Succi è una narrazione per voce e basi elettroniche che attraversa un immaginario letterario fatto di continue interferenze tra piani temporali e di realtà, sull’indefinibile confine tra vita e semivita. L'invito aperto è ad avventurarsi a occhi chiusi attraverso suoni e voci: la ricetta è semplice e come per le fiabe non si richiede altro che la propensione all'ascolto per entrare in una caleidoscopia semi-realtà, nell’amaro gioco dell’ambiguità tra realtà e fiction… forse un’inquieta indagine sui temi della realtà?

ore 23:00 – “Cernobyl Tour” - Sara Allevi 26 aprile 1986. All’una, ventitré minuti e cinquantotto secondi il reattore numero quattro della centrale nucleare di Cernobyl’ esplode. Nessuno sa minimamente ciò che sta accadendo. Nessuno può lontanamente immaginare ciò che Cernobyl’ sarebbe diventato: il più grande incidente nucleare della storia. I vigili del fuoco della vicina città di Pripyat’ sono i primi ad intervenire: raggiungono velocemente il luogo dell’incidente senza indossare alcuna tuta protettiva. Nessuno li avverte della pericolosità dell’accaduto. Lo spettacolo è ispirato alla prima testimonianza di Ljudmilla Ignatenko (Ljusja), moglie del defunto vigile del fuoco Vasilij Ignatenko (Vasja), riportata dalla giornalista Svetlana Aleksievic in “Preghiera per Cernobyl’”. Liberamente tratto da Preghiera per Cernobyl’ di Svetlana Aleksievic Da un’idea di Sara Allevi e Dominic De Cia Drammaturgia scenica di Marco Adda

articolo pubblicato il: 23/03/2013

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