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editoriale
il Loden in soffitta

CON AGGIORNAMENTI

di Gabriele V. R. Martinelli

La primavera è tornata e i cappotti vengono riposti in armadi e soffitte. Anche il Loden finisce finalmente in soffitta, con la speranza di tanti che non venga ritirato fuori.

La notizia che i due fucilieri di Marina sono tornati in India con la promessa di non essere condannati a morte ci riempie di letizia; male che vada si faranno un tranquillo ergastolo. La diplomazia è già al lavoro per evitare che passino il resto dei loro giorni in una cella sovraffollata. D’altronde anche Cesare Battisti, in Brasile, ha goduto di un trattamento di favore in attesa della mancata estradizione; nel carcere di Brasilia fu ospitato in una bella cella e gli fu evitato uno di quegli enormi cameroni in cui si affollano intorno ad un unico bugliolo (secchio per i bisogni) una trentina di rapinatori, assassini e stupratori.

Siamo certi che, dopo la condanna, Latorre e Girone non dovranno litigarsi i pasti con qualche sikh affamato. Tutti gli italiani devono essere riconoscenti di ciò al nostro, ancora per poco, Ministro degli Esteri ed al Presidente del Consiglio, grazie al cielo uscente. Sull’argomento si sono espressi anche il Ministro (o la Ministra, come dice qualche tv) della Giustizia, certa che i due marò avranno un giusto processo, il Ministro della Difesa, il Sottosegretario agli Esteri. Tutti soddisfatti. I familiari dei due marinai lo saranno un po’ di meno, si presume, ma questo è un dettaglio.

Adesso non resta che attendere che i membri del Governo si ritirino a godersi le loro laute prebende, di gran lunga superiori a quei millecinquecento euro sopra i quali le pensioni sono state bloccate, mentre gente come il Dottor Sottile si becca un assegno mensile di circa trentamila euro. E speriamo che a nessuno venga in mente di eleggere Giuliano Amato Presidente della Repubblica; fu lui a tassare del sei per mille i conti correnti, senza fare nessuna differenza di percentuale tra chi aveva un conto da parlamentare e chi il bancomat per il discount.

AGGIORNAMENTO
Le ultime notizie sono che, nonostante il Sottosegretario Staffan De Mistura affermi che ha in tasca una dichiarazione scritta del Governo indiano che i due marò non saranno giustiziati, le autorità di Nuova Delhi hanno puntualizzato che l’esecutivo non può interferire con la Magistratura. Non è quindi nella facoltà del Ministro degli Esteri né di altro esponente politico indiano dare assicurazioni di sorta che Latorre e Girone non siano condannati a morte.

Se la notizia non fosse terribile, ma lo sarebbe stata anche se si fosse trattato di ergastolo o lunga detenzione, verrebbe da dire che Staffan De Mistura, nonostante il nome altisonante, ignorava anche quello che sa il gatto di casa, ossia che solo nei regimi dittatoriali il potere politico può dire ai giudici cosa fare o non fare.

AGGIORNAMENTO DELL'AGGIORNAMENTO
Il Ministro della Giustizia indiano ha detto che l'unica assicurazione data è che in India la pena di morte viene comminata solo in casi rarissimi e si presume che il caso esuli dalla pena capitale. Consoliamoci così. Al Ministro Giulio Terzi di Sant'Agata osiamo suggerire di levarsi presto di torno.

articolo pubblicato il: 22/03/2013 ultima modifica: 23/03/2013

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