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teatro
"Aqua"

all'Auditorio Vallisa di Bari


Secondo appuntamento della stagione "Un Teatro di Tutti" con la Compagnia BADATHEA che i giorni 22 - 23 - 24 marzo 2013 alle ore 21.00 presso l'Auditorio Vallisa di Bari presenta:

"Aqua"

Liberamente tratto da Medea di Seneca, adattamento e regia Nicola Valenzano
Medea: Berta Temino Frade
Nutrice: Tiziana Gerbino
Coro: Saverio Desiderato, Nicola Maschetti, Carla Bavaro
Creonte: Daniele Ciavarella
Giasone: Luca Amoruso
Nunzio: Giambattista De Luca
Costumi: Dimitar Dimitrov
Luci: Qasem Malkawi
Musiche: Abdel Razzaq Matarieh
Foto di scena: Giacomo Milella

Nella Medea di Seneca a prevalere è la figura di una donna tradita, umiliata, ferita che fa prevalere il suo desiderio di vendetta e l’odio per Giasone sull’amore materno. La maga Medea, che ha seguito Giasone a Corinto e che per amor suo ha rinunciato a tutto, alla notizia che l’eroe sta per sposare Creusa (figlia del re Creonte), delibera la vendetta. Ottiene che l’esilio decretatole venga dilazionato di un giorno e, dopo un ultimo colloquio con Giasone, invia a Creusa dei gioielli e un mantello stregato che la fanno morire tra le fiamme: infine uccide i figli avuti da Giasone, che deve assistere impotente, e fugge nell’etere su un carro trainato da serpenti..

I personaggi di Seneca, tra cui la stessa Medea, agiscono in un fosco quadro di colpe messe in atto da un crudele “furor” distruttivo, che si rinnova in catene di delitti atroci, e rispetto a cui la saggezza costituisce un argine soltanto ideale, che non riesce a far fronte alle forze perverse della passione. Proprio per meglio sottolineare la sofferenza, il male e le perversioni, Seneca spesso ama soffermarsi su descrizioni macabre, raccapriccianti e violente.

articolo pubblicato il: 20/03/2013

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