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editoriale
Badoglio è tornato
di Gabriele V. R. Martinelli

Badoglio è tornato. Nella vicenda dei due fucilieri di Marina ormai non più bloccati in India, l’Italia ha fatto la figura di Vittorio Emanuele III che dopo aver cambiato alleati alla vigilia della Grande Guerra, infischiandosene del Parlamento, fece il bis nel pieno della Seconda, per di più fuggendo da Roma con tutto il seguito e lasciando centinaia di migliaia di soldati senza ordini e in balìa degli ex alleati.

Badoglio, quello che provocò nella Grande Guerra la disfatta di Caporetto e poi fu promosso, fece arrabbiare moltissimo il Re che lo aspettava sulla banchina del porto di Ortona chiedendosi che fine avesse fatto, mentre si era già imbarcato a Pescara sulla corvetta Baionetta, così, a scanso di pericoli.

Tutta la vicenda più che ad un testo di Kafka riporterebbe alle opere di Achille Campanile, se non fosse che non c’è assolutamente niente da ridere. Per un anno la diplomazia italiana non è riuscita a far nulla per riportare i due marò in Italia, poi, grande concessione indiana, li ha fatti trascorrere le feste di Natale a casa, poi, altra concessione, ha ottenuto una licenza di un mese, con la garanzia dell’ambasciatore, per poter votare.

Il Ministro degli Esteri, ormai solo per l’ordinaria amministrazione, è un diplomatico di professione, dal cognome ovviamente altisonante; con la sua decisione, presa di concerto con il Presidente del Consiglio uscente, ha messo nei guai il suo collega a Nuova Delhi che è stato privato dell’immunità diplomatica ed a cui è stato vietato di lasciare il Paese, ma soprattutto ha fatto fare la figura dei magliari a tutti gli italiani, anche a quel novanta e più per cento che non ha ritenuto di votare per la lista di Mario Monti.

Gli indiani ci hanno trattato a pesci in faccia fin dal primo momento, attirando la nave in porto, arrestando i due militari, non facendoci partecipare alle indagini, addirittura distruggendo la barca dei pescatori, ma soprattutto non dando una risposta chiara sulla giurisdizione dopo un anno dall’arresto.

Ma i pesci in faccia li abbiamo presi anche dall’Europa; l’ineffabile Catherine Ashton, lady PESC, ovvero la responsabile della politica estera (ed in prospettiva anche della difesa) della Comunità, ha fatto seccamente sapere che la faccenda è tra l’Italia e l’India, sbattendo così la porta in faccia alla richiesta italiana di coinvolgere l’Europa nella questione.

Il cane mozzica sempre lo straccione, dice un vecchio proverbio, e la signora Ashton avrà pensato che se gli eredi dei sudditi dell’Impero si permettono di trattare l’Italia in questo modo, a maggior ragione può farlo lei che è inglese. Ma lady PESC non ha nemmeno tutti i torti, non perché in occasione della guerra delle Malvinas Falkland Italia ed Irlanda si dissociarono dalla solidarietà europea alla Gran Bretagna (ma erano altri tempi, non c’era stata ancora Maastricht), ma perché il Governo italiano ha deciso di non rimandare in India i marò senza chiedere prima l’opinione dell’Europa. Non si può prendere una decisione di tale gravità e poi chiedere agli altri di essere solidali.

L’aver tolto l’immunità diplomatica ad un ambasciatore era accaduto solo a Menelik, quando fece frustare i membri della delegazione della Liberia in occasione della sua incoronazione perché si erano permessi di chiamarlo “fratello negro” quando “io sono bianchissimo”.

Ma se gli indiani ci trattano così è perché evidentemente ritengono che l’Italia così si possa trattare, al di là del fatto che c’è capitata in mezzo la storia della corruzione per la vendita degli elicotteri o che l’opposizione vuole mettere in difficoltà l’italiana Sonia Gandhi.

Il Governo Monti ha fatto una politica sociale di bastonatura dei soliti fessi ed una politica economica di strangolamento delle attività produttive, lasciando invariati i privilegi di lor signori, come si diceva un tempo, o della casta, come vengono definiti oggi politici e grand commis di Stato. La vicenda dei due marò è stata il sigillo di questo periodo, la ciliegina su di una torta indigesta.

articolo pubblicato il: 19/03/2013

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