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cronache
"Il ruolo delle comunità patrimoniali nella partecipazione democratica alla cultura"

alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia


Sabato 2 marzo 2013 (ore 9.30 /18.00) avrà luogo a Venezia, presso la Biblioteca Nazionale Marciana, Piazza San Marco 13/a, il Convegno dal titolo “Il ruolo delle comunità patrimoniali nella partecipazione democratica alla cultura” promosso nell’ambito della Convenzione quadro del Consiglio d'Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Faro, 27 ottobre 2005).

L’evento organizzato dall’Ufficio di Venezia del Council Of Europe (COE), nuova e unica sede italiana del Consiglio d’Europa operativa dal settembre 2011, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le attività culturali (MiBAC), la Regione del Veneto e la Città di Venezia sarà una prima occasione per celebrare la firma della Convenzione da parte del Governo italiano, avvenuta il 27 febbraio 2013, a Strasburgo nonché di riflessione sui suoi contenuti innovativi, con l’obiettivo di avanzare proposte concrete e circa l’applicazione della Convenzione in Italia.

Dal MiBAC, che ha curato per l’Italia il dossier di firma, in raccordo con il Ministero degli Affari esteri, il Segretario generale, Arch. Antonia Pasqua Recchia, afferma che “con la firma della Convenzione di Faro, uno degli strumenti più avanzati a livello internazionale, l’Italia rinnova il suo impegno in Europa nelle politiche per la tutela a la valorizzazione del patrimonio culturale. La firma italiana della Convenzione non genererà sostanziali mutamenti al quadro normativo italiano ma potrà apportare stimolo e arricchimento al dibattito pubblico sul contributo dell’eredità culturale allo sviluppo degli individui e della società: in termini di dialogo interculturale, di ambiente, qualità della vita, di economia e uso sostenibile. Dalla Convenzione di Faro emerge inoltre l’importanza del coinvolgimento e della partecipazione dei cittadini e del privato sociale alla governance democratica del patrimonio culturale e del paesaggio.”

Partecipano all’incontro, per il MiBAC l’arch. Ugo Soragni, Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, la dott.ssa Erilde Terenzoni, Soprintendente per i beni archivistici del Veneto e l’arch. Erminia Sciacchitano, che per il Segretariato generale MiBAC segue i tavoli del Consiglio d’Europa nel settore della cultura e del patrimonio culturale e ha curato il dossier per la firma della Convenzione da parte italiana.

La Convenzione (STCE n°199), che prende il nome dalla località portoghese, Faro, dove si è tenuto l’incontro, il 27 ottobre 2005, ed è stata aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d'Europa e all’adesione dell'Unione europea e degli Stati non membri, è entrata in vigore il 1° Giugno 2011. La recente firma italiana ha portato a 21 il numero di Stati Parti fra i 47 membri del Consiglio d’Europa, di questi, 14 l'hanno ratificata. Attualmente il processo di ratifica da parte dell'Italia è in fase molto avanzata.

Ultima nata fra le Convenzioni culturali internazionali, muove dal concetto che la conoscenza e l’uso dell'eredità culturale rientrano fra i diritti dell’individuo a prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità e a godere delle arti sancito nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (Parigi 1948) e garantito dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali (Parigi 1966).

La Convenzione non si sovrappone agli strumenti internazionali esistenti ma li integra, chiamando le popolazioni a svolgere un ruolo attivo nel riconoscimento dei valori dell’eredità culturale, e invitando gli Stati a promuovere un processo di valorizzazione partecipativo, fondato sulla sinergia fra pubbliche istituzioni, cittadini privati, associazioni, soggetti che la Convenzione all’art. 2 definisce “comunità di eredità”, costituite da “insiemi di persone che attribuiscono valore a degli aspetti specifici dell’eredità culturale, che desiderano, nell’ambito di un’azione pubblica, sostenere e trasmettere alle generazioni future”.

La Convenzione accorda le politiche di valorizzazione europee su uno spartito che tiene conto dei processi in atto di democratizzazione della cultura e di open government, poiché vede nella partecipazione dei cittadini e delle comunità la chiave per accrescere in Europa la consapevolezza del valore del patrimonio culturale e il suo contributo al benessere e alla qualità della vita.

articolo pubblicato il: 01/03/2013

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