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libri
"Slot art machine"

di Roberto Gramiccia


La Globalart Presenta: "Slot art machine. Il grande business dell'arte contemporanea" ed. DeriveApprodi di Roberto Gramiccia (scrittore, critico d'arte e giornalista)

data : 10 marzo 2013 ore 19,00

TENUTA PINTO - country house, masseria resort,ariturismo Strada Provinciale 111 70042 Mola di Bari ( Bari) Italiy 080 473 7532 www.tenutaPintoit 3407079205-3392198803 tel./fax+390804737532 info@tenutapinto.it

ne discutono con l'autore Valentina Gramiccia (storica dell'arte e giornalista) Gabriele Morleo (Artista e vice presidente di "Carico Massimo" Contenitore d'arte contemporanea.) Al termine sarà proiettato il film "gli dei partono. documentazione di un lavoro" di Federico Cavallini e Gabriele Morleo.

info sul libro:
Il sistema dell’arte, per come è venuto configurandosi negli ultimi decenni, somiglia a una slotmachine. Cioè a una macchina per fare soldi imbrogliando la gente e premiando ogni tanto qualcuno, allo scopo di mantenere in vita l’illusione di facili guadagni. Nel caso del sistema dell’ arte, la macchina è truccata due volte, la prima come tutte le slotmachine, la seconda perché i soldi non vengono distribuiti a caso ma solo ad alcuni giocatori, gli stessi che l’hanno costruita: mercanti, case d’asta internazionali, musei, collezionisti professionali, banche, cordate di affaristi, curatori e artisti manager.

Questo libro smonta e ricostruisce questo complicato dispositivo, dimostrando la vera natura e l’influenza perversa che essa esercita su uno dei settori più significativi della creatività umana. L’arte, invece di essere l’espressione libera di una libera ricerca, diventa una merce dalla quale il sistema cerca di spremere il massimo profitto. Una forma particolare di merce che possiede un unico valore, quello di scambio. E così l’acquisizione di un’opera di un autore affermato diventa un’operazione simile a un investimento in borsa. I collezionisti diventano speculatori e il pubblico è sottoposto a un sistematico lavaggio del cervello che tende ad accreditare quello che resta di un’arte divenuta fredda, cinica, ripetitiva e autoreferenziale.

Business, tecnica, comunicazione, marketing sono i nuovi protagonisti dell’arte del XXI secolo e la sottocultura che li tiene uniti è quella del pensiero unico neoliberista. Ma c’è ancora chi pensa che l’arte sia un bene comune. L’autore di questo libro è uno di loro. (tratto dalla quarta di copertina)

articolo pubblicato il: 28/02/2013

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