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editoriale
riuscirà Bersani a domare il "grillismo"?
di Ada

Gli elettori moderati, provenienti sia dal centrodestra che dal centrosinistra, hanno sbagliato i loro calcoli votando per Grillo e i suoi seguaci. Appena quindici giorni fa avevamo previsto su queste colonne sotto il titolo “ “ Il nuovo Parlamento sarà nordafricano?”” quanto poteva accadere al nostro parlamento con l’ingresso di deputati e senatori estremisti decisi a tutto: non potevamo mai pensare che con le elezioni politiche il “grillismo” divenisse, almeno solo alla Camera, il primo partito italiano: complimenti. Ma poi? In un Paese normale non sarebbe accaduto. Il fatto ha destato grandi preoccupazioni in tutta Europa, soprattutto in Germania dove ricordano le vicissitudini della repubblica di Weimar dove imperava la ingovernabilità che precedette l’avvento del nazismo. Gli Stati Uniti temono del resto che il movimento creato dal noto comico ligure si possa estendere ad altri Paesi creando così praticamente l’esplosione dell’Unione Europea. Noi italiani ricordiamo del resto che Mussolini con soli trentacinque deputati iniziò a prendere il potere con le conseguenze che tutti conosciamo.

Ed ora che facciamo? Nessuno sa quale governo verrà fuori dopo l’insediamento delle nuove Camere. Il PD, il “grande sconfitto” delle elezioni, pur avendo vinto il premio di maggioranza con tantissimi deputati in più , non ha invece il controllo del Senato . A Palazzo Madama non si può formare una qualsiasi maggioranza senza l’apporto degli uomini del “signor” Grillo. Abbiamo usato l’appellativo che usiamo tra di noi comuni cittadini non per denigrare quella persona, ma perché Grillo non era candidato, ma gli “eletti” faranno quel che vuole lui. Bersani (che sarà incaricato da Napolitano di formare il nuovo Governo)si trova in grandi difficoltà. Il suo partito non vuole avere niente a che fare con i nuovi venuti. Non vuole accordi (così urlava Grillo in campagna elettorale) con chi chiede chimerici stipendi di “cittadinanza” a tutti, l’uscita immediata dalla Comunità Europea, non solo dall’Euro, l’abbandono di tutte le “grandiose opere pubbliche” tipo TAV e autostrade , per non parlare degli impegni militari all’estero. Insomma avrebbero trovato dove pescare i soldi per realizzare tutte queste belle innovazioni, che guarda caso sono le stesse che hanno portato la Grecia al fallimento evitato all’ultimo minuto. Comunque ora dicono che se Bersani non può assicurare tutto, peggio per lui. E chi avesse in mente di chiedere a Napolitano di sciogliere queste singolari Camere uscite dalle urne, se lo dimentichi: il Capo dello Stato, ed è vero, non ne ha il potere nel “semestre bianco”, come è quello attuale che precede la fine del suo mandato.

articolo pubblicato il: 27/02/2013

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