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"Antrace 848"

di Marco Martinelli


L’ultima sorpresa letteraria dell’autore, lo scultore perugino Marco Martinelli, conferma la padronanza di un linguaggio avvincente e convalida una capacità di analisi delle umane vicissitudini.

Già nel 2008 lo scrittore si è inserito fra le attuali voci degne di ascolto con il saggio “CLAVA E IL SEGUITO” (Edimond srl – Città Di Castello – PG); catalogato nelle Scienze Sociali/Società Contemporanea, affronta i temi più scottanti delle moderne società, evidenziando orientamenti personali dell’autore.

Nel 2011 pubblica “COME L’APE AL FIORE” (Edizioni Il Molo – Massarosa – LU); rubricato nella Filosofia Occidentale Moderna, l’opera propone un viaggio nella evoluzione del rapporto psicologico e spirituale umano con la deità, dalla preistoria ad oggi; tutto è incentrato sulla personale visione dello scrittore circa la religiosità, sino alla sua definizione di ateo e di dio.

Il libro che ora presentiamo è “ANTRACE 848” (BookSprint Edizioni – Buccino – SA), edito da pochi giorni. Tratta di incontri con alcuni individui scolpiti come statue che si vivacizzano tramite i propri stati d’animo, grondanti di umanità, fino all’inverosimile, sino agli abissi.

In una ricercatezza della sfera psicologica, condotta con sapienza, vengono sviluppate realtà molto personali. Nella narrazione predomina l’io pensante. La puntuale, precisa analisi dei sentimenti che si agitano e generano conflitti morali, interpreta l’epilogo drammatico degli eventi umani. In ogni capitolo si esplicita un confronto con l’esistenza non più sostenibile, la motivazione di uno squilibrio in atto. In ogni “Abitacolo” di questo “Antrace” (il micro ricettacolo umano, nelle megalopoli – da qui il titolo del libro -) c’è il resoconto di una vicenda esistenziale, in cerca di identità e verità. Ne scaturisce una storia umana, un diario che si conclude con la possibilità di riscatto, il riconoscimento dell’errore e della pochezza.

Le numerose, esplicative “note al testo” sono il vero saggio nascosto nel racconto, un intercalare che costituisce un libro nel libro. Alla fine di ogni storia raccontata, Haminot lo Spirito Indipendente che abita sull’iperasteroide Thea – in sintesi, la coscienza umana che si autocritica – esprime e motiva il proprio giudizio sulle reazioni e sul comportamento etico dell’individuo che ha osservato.

E’ un libro dalla scrittura scorrevole, che si lascia leggere senza ostacoli; regala notevoli spunti di riflessione sull’etica moderna, sugli atteggiamenti quotidiani, troppo sottovalutati.

articolo pubblicato il: 18/02/2013 ultima modifica: 13/03/2013

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