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teatro
"La belle joyeuse"

al Teatro Vascello di Roma


Direttore artistico Manuela Kustermann Stagione Teatrale 2012-2013

dal 14 al 24 FEBBRAIO 2013 orari: dal martedì al sabato ore 21 - domenica ore 18.00 LA BELLE JOYEUSE - Cristina Trivulzio Principessa di Belgiojoso di Gianfranco Fiore

con Anna Bonaiuto

scene Sergio Tramonti costumi Sandra Cardini luci Pasquale Mari

regia Gianfranco Fiore produzione PAV un progetto realizzato in collaborazione con CADMO

Dal 14 febbraio Anna Bonaiuto porta in scena al Teatro Vascello di Roma La belle joyeuse. Scritto e diretto da Gianfranco Fiore per la PAV, in collaborazione con l’Associazione Culturale Cadmo, La belle joyeuse è un monologo con cui la Bonaiuto porta sulla scena il personaggio storico di Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso (1808-1871), da lei già interpretato nel film di Mario Martone Noi credevamo. Scene di Sergio Tramonti, costumi di Sandra Cardini, luci di Pasquale Mari.

“Sanguinaria assassina” per il governo austriaco, “sfacciata meretrice” per papa Pio IX, “Bellezza affamata di verità” per Heine, “Prima donna d’Italia” per Cattaneo; la figura di Cristina Trivulzio principessa di Belgioioso suscitava tra i suoi contemporanei (e probabilmente susciterebbe anche tra i nostri) giudizi estremi, definitivi e inconciliabili. Figlia del Rinascimento e dell’Illuminismo, Musa del Romanticismo, cultrice delle storie passate e febbrile anticipatrice del nostro presente, intellettuale, brillante, orgogliosa, stravagante, autoritaria, trovò principalmente nell’arte della seduzione la forza di attraversare da grande protagonista l’epopea del Risorgimento italiano. Seduzione intellettuale e sentimentale verso i maggiori artisti dell’epoca da Listz a Chopin a Delacroix), seduzione ideale e politica verso elites patriottiche e donne e uomini del popolo. Con un grandissimo senso della “messa in scena”, gli eccentrici arredi della casa parigina, i suoi travestimenti, da damina di salotto a eroina guerriera, Cristina interpretò tutti i ruoli possibili nella società dell’epoca, e sempre da grande, autentica attrice, con distacco critico, spesso ironico (“La mia condizione di principessa e di esiliata servita a puntino a darmi aria da eroina da commedia…”) E come ogni vera protagonista, lacerata da pulsioni diverse; frenetica, onnipresente attivista fiduciosa in un futuro più libero, e insieme preda di profonde inquietudini personali, di senso di inutilità, di sconfitta (“se è infelice chi vive un’esistenza mancata, è sventurato chi ne vive molte…”). Così la definizione di “comedienne” affibbiatole per disprezzo dai suoi denigratori riacquista oggi in lei tutta la sua profondità e il suo splendore. Seduttiva e opportunista con i geni e i potenti, impudente e sarcastica con le massime autorità della Chiesa, dolce e materna coi ragazzini del suo falansterio, dura con le debolezza dei patrioti, enfatica e trascinante nelle adunate popolari, Cristina di Belgioioso sembra aver vissuto da eroina dei più diversi generi letterari, dal feuilleton al romanzo d’avventura, dall’epopea alla tragedia, nascondendo costantemente il suo vero volto dietro innumerevoli maschere.

“La belle joyeuse”, il monologo che proponiamo, vuol tentare di suggerire che proprio in tutte queste maschere è la sua verità, perché ciascuna è stata vissuta, “incarnata” in modo così estremo, generoso e totale, da divenire parte di un unico volto di donna problematica, contraddittoria, egocentrica, ma assolutamente affascinante. Nessun intento agiografico, nessuna preoccupazione di risarcimento storico alla sua figura dimenticata (basterebbero poche sue frasi, pochi suoi scritti a riconsegnarla alla nostra più scottante attualità) ma solo un flusso di frammenti di ricordi, di visioni, di emozioni, nostalgie, frustrazioni, filtrati dalla tenerezza, l’ironia, e l’orgoglio di una Primadonna che al termine di una vita vissuta sotto il segno del coraggio, teme ora solo l’ultimo nemico: l’oblio, “una morte più orribile della morte…” Cercheremo di dare un profilo vivo, reale, alla donna che Balzac definì “più impenetrabile della Gioconda”. E lo spettacolo riconsegnerà l’ultimo palcoscenico ad una voce dissonante, aspra, appassionata, a tratti necessaria e illuminante anche per i nostri giorni. Restituendo così Cristina di Belgioioso non al suo tempo, ma al nostro.
Gianfranco Fiore

Botteghino: dal martedi' al venerdi' dalle 9 alle 21.30 orario continuato lunedi' dalle 9 alle 18,00 sabato dalle 16 alle 21,30 domenica dalle 14

Teatro Vascello _ Via Giacinto Carini 78 _ Zona: Monteverde ROMA biglietti: intero 20,00 euro, ridotto 15,00 euro, ridottissimo 12,00 euro studenti, promozioni gruppi di almeno 10 persone

articolo pubblicato il: 11/02/2013

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