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la forza del Papa
di Lf

Gli esperti sono stati concordi nel mettere in risalto la forza e la determinatezza di Papa Benedetto XVI che nel corso del suo Pontificato ha affrontato varie questioni pendenti dalla Chiesa ed hanno sottolineato che, con la sua rinuncia, dimostra "di non credersi un monarca assoluto nella Chiesa ma che la Chiesa si governa in comunione".

Il membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e professore ordinario emerito di Storia della Teologia dell'Università di Navarra Joseph Ignasi Saranyana ha dichiarato all'agenzia Europa Press che quello di Benedetto XVI è stato "uno dei Pontificati più chiarificatori dal punto di vista della dottrina cattolica degli ultimi cento anni" ed ha sottolineato la determinazione "con cui ha affrontato questioni pendenti per tenere al passo coi tempi la teologia cattolica".

"Ha fatto uno sforzo fuori dal comune per affrontare il dialogo tra la fede cattolica e le scienze sperimentali moderne, la filosofia contemporanea e la storia", ha sottolineato.

Sui motivi che hanno potuto portare il Papa alla rinuncia, l'esperto ha espresso l'opinione che "probabilmente il motivo principale che ha portato alle dimissioni è stato non solo la mancanza di energie come lui stesso ha dichiarato ma anche un problema di relazioni con la curia vaticana, che lo ha stancato" e, per questo, si è spinto a pronosticare che il prossimo Pontefice sarà italiano.

Dal canto suo, Pablo Blanco, biografo di Papa Benedetto XVI e professore della Facoltà di Teologia dell'Università di Navarra ha dichiarato all'Europa Press che "ciò che spiega la rinuncia del Pontefice è che non si crede un monarca assoluto nella Chiesa", ma manda il messaggio che "la Chiesa si governa in comunione, del Papa con tutti i vescovi e con tutti i cristiani".

"Chi fa la Chiesa non è il Papa, né i vescovi né i preti, è lo Spirito Santo e dunque la Chiesa continuerà ad andare avanti", ha sottolineato l'esperto, che ha ricordato che la rinuncia di Benedetto XVI, nonstante sia stata sorprendente non è, nonostante tutto, "niente di traumatico, ma una procedura contemplata nel diritto". "E' poco comune, ma è contemplata", ha aggiunto.

Sui motivi che hanno portato Benedetto XVI alla rinuncia, il biografo ha detto che "ci sono stati alcuni motivi di dispiacere", ma ha precisato che "simili dispiaceri ci sono sempre stati per il Papa" e non si può sapere "in quale misura" hanno pesato sulla decisione. "Lui ritiene di non essere in condizioni di poter fare un buon lavoro, si ritira, passa il testimone ad un altro e la Chiesa seguita ad andare avanti".

Rispetto al Pontificato di Benedetto XVI, Blanco ha espresso l'opinione che "è stato un gran Papa", che è pervenuto "all'essenziale nella Chiesa" e che lascia dietro di sé "un gran magistero ed un esempio di vita che è di grande stimolo per tutti i cattolici". In questo senso, ha messo in evidenza che è stato il Papa della ragione, poichè ha intavolato "un dialogo con la scienza e la ragione moderna", ma anche "del cuore", dato che la sua prima enciclica riguardava l'amore.

Ha sottolineato, inoltre, la difesa che il Papa ha fatto dell'ambiente e della natura, l'importanza data alla figura di Gesù Cristo, al quale ha dedicato tre libri, alla Chiesa ed alla bellezza, "dimensione della realtà".

In ultimo, sulle scommesse che si faranno sulla successione, il biografo ha affermato che "ci sono scommettitori di tutti i tipi, ma non bisogna dar loro molto credito, dato che nessuno puntava sull'elezione di Benedetto XVI".

articolo pubblicato il: 11/02/2013 ultima modifica: 17/02/2013

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