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editoriale
il nuovo Parlamento sarà nordafricano?
di Ada

Entro due settimane avremo il nuovo Parlamento. I partiti che si affrontano sono molti e migliaia i candidati presentati nelle liste, ripulite (dicono) da quanti hanno qualcosa da rispondere alla giustizia.

Il panorama è quasi sempre lo stesso: i due grandi schieramenti di centrosinistra e di centrodestra ed in più questa volta un centro potenziato con l’entrata in campo di Mario Monti con una sua lista collegata a quelle di Casini e di Fini. In più questa volta vedremo alla Camera e al Senato avversari di tutto e di tutti, quali i seguaci di un attore comico (Grillo) e di un ex giudice (Ingroia) impegnato contro tutti partiti ed i responsabili di gravi malefatte, dalla corruzione alla malversazione del pubblico denaro. A ben vedere quest’ultimo movimento viene definito, dopo aver esaminato il suo programma elettorale, un redivivo menscevismo, un movimento rivoluzionario russo del secolo scorso, battuto dal più forte bolscevismo.

Per quella parte degli elettori non ideologicamente bloccati verso un dato partito, la scelta è molto ampia, a destra, a sinistra ed anche al centro, mentre invece sembrano un po’ in diminuzione i sostenitori dell’astensionismo. Nei sondaggi sono ancora molti che dichiarano di non aver ancora deciso, ma tra questi si nascondono quanti non vogliono dire per chi voteranno, chissà per quale motivo. In molti comunque non dicono la verità procurando da sempre problemi agli analisti. A proposito dei sondaggisti c’è da dire che questa volta si trovano in grande difficoltà anche per la presenza di tante opzioni tanto che puntano in gran parte sulle “forbici” tra i diversi schieramenti. Quello di sinistra sembra destinato a vincere alla Camera, mentre il Senato è ancora incerto. Tra pochi giorni sapremo il verdetto degli elettori.

Speriamo bene, ma è forte la preoccupazione che circola negli ambienti moderati: quale Governo potrà nascere da un parlamento nel quale vi saranno, se i sondaggi si dimostreranno veritieri, qualche centinaio di fautori del “grillismo” o seguaci del giudice Ingroia, senza dimenticare i padani e i “rifondatori” del comunismo di Vendola? Qualcuno già parla di una “repubblica di Weimar” o di una stagione che in Italia preannunciò l’avvento del fascismo.

Senza arrivare a questi forse eccessivi timori, noi temiamo invece l’arrivo di un forte vento nordafricano: le assemblee di Roma saranno molto somiglianti a quelle esplosive e turbolenti del Cairo, di Tunisi e di Libia? Dio ci salvi.

articolo pubblicato il: 09/02/2013

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