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teatro
"Un tram che si chiama desiderio"

al Teatro dell’Aquila di Fermo e al Teatro Lauro Rossi di Macerata


Per gli amanti del teatro con la “t” maiuscola è senza dubbio un ritorno da segnare tra gli “imperdibili”. Dopo il debutto dello scorso anno, a Jesi, torna sulle scene marchigiane – sabato 2 e domenica 3 febbraio al Teatro dell’Aquila di Fermo e lunedì 4 e martedì 5 febbraio al Teatro Lauro Rossi di Macerata nelle stagioni promosse dai rispettivi Comuni e dall’AMAT – il pluripremiato Un tram che si chiama desiderio di Antonio Latella, regista tra i più innovativi considerato una delle figure di spicco del teatro europeo.

Dopo il Premio Hystrio alla regia, Premio Hystrio all’interpretazione e Premio Le Maschere del Teatro come miglior attrice protagonista a Laura Marinoni, Premio Le Maschere del Teatro come miglior attrice non protagonista a Elisabetta Valgoi, Un tram che si chiama desiderio conquista anche due prestigiosi Premi Ubu 2012, sorta di Oscar del teatro italiano: secondo la giuria composta da cinquantaquattro referendari il lavoro diretto da Antonio Latella è la migliore regia teatrale della scorsa stagione e Elisabetta Valgoi la miglior attrice non protagonista.

La vicenda di Un tram che si chiama desiderio è nota al grande pubblico grazie alla trasposizione cinematografica diretta da Elia Kazan nel 1947, che vedeva protagonista un indimenticabile Marlon Brando. Ambientata nella New Orleans degli anni 40, ha per protagonisti Stanley e Stella, una coppia il cui equilibrio viene messo a rischio dalla sorella di lei, Blanche. La sorpresa di questo allestimento di Antonio Latella è proprio nella rivisitazione di questo testo ‘classico’ della drammaturgia contemporanea. Latella, ribaltando il copione originario, ma rispettandone però la stesura, inizia lo spettacolo dalla fine, quando Blanche si affida al medico, pronta ad essere internata dopo le vicissitudini che l’hanno minata interiormente ed irrimediabilmente. Lo spettacolo si focalizza quindi su un viaggio a ritroso attraverso la sofferenza della protagonista, visto come un percorso terapeutico nella memoria.

L’incontro tra il regista e l’attrice Laura Marinoni risale al 2007 quando insieme hanno realizzato Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder che ha valso alla protagonista il Premio Eleonora Duse. Il personaggio di Blanche obbliga l’attrice a scardinare le sue certezze recitative, essendo messa a nudo, senza orpelli, in balia della “vertigine del testo”. Un personaggio costruito in funzione degli altri, il suo essere è condizionato da quello di chi la circonda. La Blanche Dubois della Marinoni è una donna perennemente innamorata, e risorge sempre dalle sue ceneri, una donna-vittima, di forte attualità e per la quale il regista pensa anche ad un riscatto finale. Al suo fianco Vinicio Marchioni è il rude Stanley, in una parte resa celebre al cinema e impressa nell’immaginario collettivo per la fisicità ostentata di Brando, qui incentrata invece sul tema dell’identità di questo personaggio maschile.

“Quando leggo le parole di Tennessee Williams – scrive Latella nelle note allo spettacolo - accade qualcosa di raro che a me è successo poche volte; oltre ad ascoltarle e farle diventare parte della mia mente e dei miei pensieri, le parole si vedono, si materializzano, diventano cose, persone ma soprattutto ferite. Eppure basta un nulla che quelle ferite camuffate riprendono a sanguinare, a perdere inchiostro, lasciando macchie indelebili che con fatica ridanno senso alle parole, o meglio, un solo significato riconoscibile. Non c’è un solo personaggio nei testi di Tennessee Williams che non sia ferito, rotto, spezzato. A tutti manca un qualcosa, è come se nella loro incompiutezza ci fosse il senso del vivere.”

Lo spettacolo è prodotto da Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro Stabile di Catania. La traduzione del testo adottata è di Masolino D’Amico. Le scene sono di Annelisa Zaccheria, i costumi di Fabio Sonnino, le luci di Robert John Resteghini e il suono di Franco Visioli. Completano il cast gli attori Giuseppe Lanino, Annibale Pavone e Rosario Tedesco. Per informazioni e biglietti: Teatro dell'Aquila tel. 0734 284295, biglietteria dei Teatri di Macerata 0733 230735. Inizio spettacolo: Macerata ore 21, Fermo sabato ore 21 domenica ore 17.

articolo pubblicato il: 30/01/2013

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