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la luce in fondo al tunnel
di Vittorio Sordini

Con il passare del tempo e l’affinarsi dei mezzi di comunicazione è sempre più difficile trattenere segreti, sviare o ostacolare la rappresentazione della verità.

Alla fine del 2011 l’Italia è stata al centro di una violenta speculazione al ribasso circa il suo “merito di credito” cioè la sua capacità di rimborsare i prestiti. Un soggetto che presta soldi in cambio di interessi sicuramente usa alcune accortezze per scegliere il soggetto meritevole della sua fiducia ed in base al “merito di credito” pretenderà un interesse più o meno elevato. Prima di tutto colui che presta danaro si preoccupa di riaverlo indietro, e per questo selezionerà soggetti che non spendano tutto ciò che incassano e che abbiano in pratica un “avanzo primario”. Chi presta si preoccuperà inoltre che si tratti di un soggetto degno di stima per la qualità delle sue entrate e per il rispetto che ha conquistato nella società e soprattutto per il posto che occupa nella scala sociale. Analizziamo le notizie sulle quali gli investitori potevano valutare il merito di credito dell’Italia verso la metà dell’ultimo trimestre 2012.

“l'Istat ha elaborato in via provvisoria le stime del conto consolidato delle Amministrazioni pubbliche relative all'anno 2011. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -3,9%, in miglioramento di 0,7 punti percentuali rispetto a quanto registrato nel 2010 (-4,6%) . In valore assoluto l'indebitamento netto è diminuito di circa 9,1 milioni di euro, attestandosi sul livello di -62.363 milioni di euro.” (l’Italia è uno dei pochissimi Stati dell’Eurozona con avanzo primario).

“A fine 2010, la ricchezza delle famiglie italiane era pari a circa 8.460 miliardi di euro, praticamente invariata rispetto a fine 2009, dato che l’aumento delle attività reali (+1,1%) è stato accompagnato dalla diminuzione delle attività finanziarie (-0,8%) e da un aumento delle passività (+4,2%). Nel primo semestre di questo 2012, la ricchezza, in base ai dati provvisori sarebbe leggermente cresciuta (+0,4%), in valori nominali, grazie all’aumento delle attività sia reali che finanziarie, nonostante un significativo incremento dell’indebitamento.” (l’Italia ha il più alto risparmio privato esistente al mondo) “secondo l'ultima relazione sul bilancio della Banca d'Italia le riserve auree italiane ammontano a 2.452 tonnellate, che al fixing odierno per un'oncia d'oro hanno un controvalore di 145 miliardi di USD che al cambio eur/usd di 1.3275 fanno circa 109 miliardi di Euro. La quarta riserva aurea al mondo” A questo aggiungiamo che l’Italia è la terza economia europea e tra le prime dieci al mondo.

E’ lecito domandarsi cosa abbia scatenato gli speculatori e spaventato gli investitori. Probabilmente la risposta è già stata metabolizzata da tempo leggendo gli articoli scritti da giornalisti italiani, leggendo le dichiarazioni di molti politici italiani, che promulgavano un’immagine di un’Italia allo sbando.

Andare a dire in giro che l’Italia nel novembre del 2011 era un Paese che non avrebbe pagato gli stipendi ai propri dipendenti ha provocato oltre al cambio di Governo anche l’impoverimento degli italiani.

Ora basta un semplice esercizio di lettura dei quotidiani che parlano di banche e derivati per capire chi ha guadagnato o ha tentato di guadagnare dalla situazione che si è venuta a creare. Purtroppo sul fronte dell’economia reale i dati che giungono quotidianamente dipingono una situazione veramente preoccupante e solo un sordo potrebbe di che la luce che vede è la fine del tunnel; la realtà è che non sente il rumore del treno in arrivo. www.sorvittor.blogspot.com

articolo pubblicato il: 25/01/2013 ultima modifica: 03/02/2013

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