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editoriale
Mon Général
di Carla Santini

Hollande ha colto tutti di sorpresa quando ha annunciato l’intervento in Mali del suo esercito. Non ci è dato di sapere se si fosse preventivamente consultato con l’ONU o con gli organismi europei. Ma la storia insegna che i francesi quando decidono di fare qualcosa la fanno.

Non si intende certo sottovalutare la condizione in cui versa il Mali da tempo, della cui situazione gravissima si parlava in qualche organo di stampa di settore.

Quello che si intende qui stigmatizzare è l’ennesima riprova che l’Europa vive a corrente alternata quando si tratta di scendere in campo per questioni di carattere internazionale.

Quale sia l’Europa vera è difficile da capire almeno per noi che da ragazzi ci siamo o siamo stati illusi di poter avere davanti a noi orizzonti ampi in cui la diversità delle lingue, degli usi, delle tradizioni potessero essere stimolo di crescita.

L’Onu, seppure in ritardo, ha delegato agli stati africani il compito di intervenire per la risoluzione del problema. Ma l’Italia, con un governo dimissionario, ha appoggiato l’iniziativa francese impegnandosi ad inviare “istruttori” e fornire supporto logistico in nome di patti e alleanze.

Ora resta da chiedersi quale altra tassa uscirà dal cilindro dei nostri maghi per finanziare questa ulteriore spesa, forse quella sull’aria pulita, perché di quella irrespirabile ne abbiamo in abbondanza.

articolo pubblicato il: 19/01/2013

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